Google torna nel mirino dell'Antitrust europeo per la pubblicità online

Il gruppo Usa rischia una multa fino al 10% dei ricavi per abuso di posizione dominante

Alphabet, la holding cui fa capo Google, potrebbe presto tornare nel mirino dell'Antitrust Ue. Come riporta il Wall Street Journal, le nuove accuse contro la società Usa potrebbero arrivare entro agosto e riguardare la posizione dominante sul mercato pubblicitario online. La raccolta da inserzioni rappresenta il 90% del giro d'affari del gruppo.

La Commissione europea avrebbe chiesto alle società concorrenti il permesso di rendere note a Google le informazioni confidenziali consegnate a Bruxelles che contribuirebbero a dimostrare la validità dei rilievi. Al caso sta lavorando Margrethe Vestager, la commissaria Ue per la concorrenza. L'istruttoria è in fase di ultimazione ed entro agosto potrebbe essere aperto un nuovo fronte contro il motore di ricerca riguardante un presunto abuso di mercato per i servizi di pubblicità e di shopping online.

Si tratterebbe di un passaggio ulteriore rispetto alle accuse di sfruttare illecitamente la sua posizione con il sistema operativo Android, che ha portato all'apertura di una indagine nell'aprile del 2015 che si è conclusa un anno dopo con la formalizzazione delle denunce che riguardano «le restrizioni imposte» ai produttori di smartphone e tablet Android e agli operatori di telefonia mobile, a cui il gigante di Mountain View impone di pre-installare sue app «come per esempio Google search».

Potrebbero però essere chiamati in causa anche altri servizi come quelli forniti ad esempio attraverso AdWords. In questo modo Bruxelles andrebbe a toccare direttamente uno dei tasti che hanno permesso alla holding di Google, Alphabet, di farn crescere i ricavi fino ai 74,5 miliardi di dollari del 2015. Se le accuse fossero provate la multa potrebbe arrivare al 10% del fatturato totale dell'azienda che si è comportata in maniera contraria alla concorrenza.

In questo caso, peserebbero sul verdetto le restrizioni imposte ai clienti che impedirebbero di passare facilmente ad altre offerte. L'agenzia Bloomberg ha ricordato che le indagini sono partite oltre cinque anni fa e hanno riguardato i contratti sottoscritti con i siti che mettono fuori servizio pubblicità diverse da quelle di Mountain View. Questi ultimi rilievi potrebbero anche far parte di una strategia complessiva per risolvere la posizione europea di Google in vista di un accordo che lo stesso commissario Vestager spera di raggiungere in tempi brevi.

Commenti

cgf

Gio, 30/06/2016 - 01:49

Se prima ridevano a Mountain View ora lo fanno a Redmond.