La guerra commerciale Usa-Cina e il suo impatto sull'eurozona

La guerra commerciale degli Stati Uniti con la Cina e il suo impatto sull'economia dell'eurozona. Il tasso di crescita annuale per i 19 Paesi dell’area euro è in costante rallentamento

Nuovi campanelli d’allarme sull’impatto delle guerre commerciali globali (Usa e Cina in primis) sull'eurozona. Le cifre ufficiali rivelano che la crescita dei 19 Stati membri che hanno adottato la moneta unica è stata dello 0,2% durante il trimestre luglio-settembre.

I dati dell'Eurostat hanno mostrato un lieve aumento dello 0,2% nell'ultimo trimestre, ma hanno posto l’attenzione anche sullo stesso incremento dei tre mesi precedenti.

La crescita dell'Eurozona è stata leggermente più importante di quanto i mercati finanziari si aspettassero, con la Germania, la più grande economia europea, che ha evitato di scivolare nel baratro della recessione nel terzo trimestre.

La stessa Germania, il Paese dell'Eurozona più colpito dal rallentamento del commercio globale, ha subìto una flessione dello 0,1% nel secondo trimestre e si ipotizza che i dati del terzo trimestre, in uscita il mese prossimo, possano mostrare una performance simile.

Francia e Spagna - Paesi per i quali sono stati pubblicati i dati del terzo trimestre - sono cresciute rispettivamente dello 0,3% e dello 0,4%, in entrambi i casi leggermente meglio di quanto previsto.
Il tasso di crescita annuale dell'area dell'Euro è diminuito costantemente nel 2019; dall'1,3% nel primo trimestre, all'1,2% nel secondo, fino all'1,1% negli ultimi tre mesi.

I dati di Eurostat per l'Ue a 28 membri, incluso il Regno Unito, mostrano che il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% tra il secondo e il terzo trimestre e globalmente con un tasso annuale dell'1,4%.

In estrema sintesi, si potrebbe dedurre che l'economia della zona euro non ha rallentato ulteriormente nel terzo trimestre, il che è qualcosa che sembrerebbe sollevare diversi economisti, pur nell'attuale contesto di incertezza e di trend di dati negativi.

Tuttavia, prendendo in considerazione il tasso di crescita totale dello 0,2% insieme a un inizio lento nel quarto trimestre si potrebbe auspicare qualche risultato positivo nel settore del commercio internazionale per evitare una crescita bassa o una recessione a causa di guerre commerciali particolarmente sanguinose per tutta l’area euro.

Purtroppo da fonti diplomatiche vicine a Stati Uniti e Cina non sembra esserci una soluzione a breve termine su questa controversia economica.