I Moratti aprono ai russi: a Rosneft il 13,7% di Saras

Prevista anche un'Opa su un altro 7,3%. Gian Marco e Massimo conservano il 50% e incassano 16,4 milioni. Inter per ora esclusa, ma in futuro un' alleanza è possibile

Socio russo per la famiglia Moratti. I fratelli Massimo e Gian Marco Moratti hanno scelto il colosso petrolifero Rosneft come alleato per rilanciare il loro gruppo. Da tempo si attendeva che i Moratti aprissero il capitale della società, in difficoltà nel core business della raffinazione a causa della caduta verticale dei consumi petroliferi. E così, dopo aver appena chiuso il secondo bilancio in rosso, Massimo e Gian Marco si sono decisi all'alleanza con Mosca. Non certo un sodalizio improvvisato visto che, in dicembre, la stessa Saras aveva firmato - proprio con Rosneft - una lettera d'intenti per la costituzione di una joint venture per sviluppare nuovi mercati e attività nel settore oil. Con i russi, poi, più di un big dell'industria italiana ha stretto alleanze strategiche. Da Eni a Fiat fino a Erg, sorella di Saras nella raffinazione.

Nel dettaglio, l'ingresso di Rosneft in Saras avverrà in due mosse. La prima riguarda l'acquisto (il 23 aprile) di una quota pari al 13,7% del capitale di Saras detenuto da Angelo Moratti Sapa, Gian Marco Moratti e Massimo Moratti. Un contratto di compravendita che prevede il passaggio di 130.290.883 azioni Saras per 178,49 milioni. A Gian Marco Moratti e Massimo Moratti, che hanno venduto tutte le azioni detenute (6 milioni ciascuno), andranno 8,22 milioni a testa. Mentre nella cassaforte di famiglia finiscono i restanti 160 milioni. Un'operazione - messa a punto con i consulenti Four Partners e Cleary Gottlieb - che consentirà ai Moratti di mantenere attraverso la Sapa una quota di maggioranza del 50,02%. Ma non finisce qui. I russi hanno, infatti, deciso di lanciare un'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su 69.310.933 azioni di Saras a un prezzo di 1,37 euro ad azione, lo stesso prezzo corrisposto in favore dei Moratti. Questo secondo step interessa gli azionisti di minoranza e, considerato che la Angelo Moratti Sapa non apporterà le proprie azioni in adesione all'offerta, questi potranno vendere le proprie quote Saras nella stessa proporzione delle azioni complessivamente vendute dai tre soggetti protagonisti della prima fase.

Ma chi sono i soci minori che potrebbero vendere? Stando ai dati Consob, le Generali con il 3,086% e la Bank of New York Mellon Corporation con il 2,081%. L'operazione però sarà al riparto ed è dunque per ora difficile calcolare le diluizioni. In ogni caso, Saras avrà un socio forte con cui rilanciare il business. «Crediamo che questa operazione sia un importante passo per la costruzione di una collaborazione di lungo periodo tra Rosneft e Saras» ha commentato il presidente di Rosneft, Igor Sechin. Quanto alle possibilità che i russi salgano ancora nel capitale, nulla è da escludere anche se per ora fonti vicine all'operazione lo escludono. In ogni caso, i primi a beneficiarne sono i Moratti. L'operazione aumenterà, infatti, l'incasso realizzato dalla famiglia Moratti dalla quotazione in Borsa sette anni fa. Nel 2006 l'Ipo, molto discussa e contestata, era avvenuta a 6 euro per azione. Vendendo il 33,4% della società, i Moratti incassarono 1,65 miliardi. Considerando i dividendi e l'accordo russo, in totale, in sette anni, i Moratti hanno quindi guadagnato 2,12 miliardi. Il valore della società, invece, complice anche la crisi, è sceso sotto 1 euro. Ieri, invece, il titolo ha raccolto i frutti dell'annuncio chiudendo la seduta in rialzo del 6,71% a 1,041 euro. Quanto ai risvolti sulla galassia della famiglia Moratti, ieri Massimo ha escluso un coinvolgimento dei russi nella compagine azionaria dell'Inter spiegando chiaramente che «i soci russi vanno bene in Saras». Ma un legame ormai si è creato e l'Inter, sfumata la pista cinese, prosegue la ricerca di un socio.

Nel caso i russi decidessero di acquisire una rete distributiva in Italia una quota in un club calcistico sarebbe la strada maestra per valorizzarne il marchio. La centralità del mercato moscovita ha assunto tra l'altro una connotazione sistemica non solo per Saras, ma anche per Pirelli. Due società legate dai ruoli intrecciati di Marco Tronchetti Provera e della famiglia Moratti nella governance che va da Gpi all'Inter. Rosneft e Pirelli hanno firmato un nuovo accordo per la costruzione del primo flagship store Premium in Russia all'interno della nuova stazione di servizio di Rosneft a Sochi.