Ieo, sale la tensione tra gli azionisti

No all'idea di Del Vecchio. Il presidente Cimbri: «Niente vendita»

«Se uno vuole comprare lo Ieo, oggi non è in vendita. Se uno lo vuole gestire in modo diverso, oggi da parte dei soci questo tipo discussione non c'è». Il presidente dell'Istituto europeo di Oncologia (Ieo) e ad di Unipol, Carlo Cimbri, ieri ha rispedito al mittente la proposta del presidente di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. Nei giorni scorsi, infatti, si era parlato della volontà di quest'ultimo, attraverso la sua Fondazione che ha in mano il 18,64% dello Ieo, di donare 500 milioni di euro per ampliare l'attuale struttura, aprire un centro di ricerca, costruire un campus universitario e una nuova area per l'accoglienza delle famiglie. Un piano che prevede la trasformazione della srl creata da Umberto Veronesi in una Fondazione. Ipotesi non digerita da una parte consistente della compagine azionaria dello Ieo.

«L'Istituto non può dipendere per il futuro da una generosità di soggetti che oggi hanno risorse e che domani potrebbero non averne», ha motivato Cimbri. Tra i soci principali ci sono Mediobanca (25,37%), UnipolSai (14,37%), Intesa Sanpaolo (7,37%), Pirelli (6,06%), Banco Bpm (5,77%), Mediolanum (4,62%). Se una parte di questi sarebbe anche disposto a considerare la trasformazione della ragione sociale, la maggioranza, tra cui Mediobanca, invece no e accetta solo alcuni aspetti della proposta Del Vecchio nel piano industriale dell'ad, Mauro Melis. «Lo Ieo non fa gestione di immobili o di parchi», ha tuonato Cimbri. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spinge per un accordo: «Non sono negativo di fronte a un atto di generosità», dice riguardo la proposta di Del Vecchio, «però bisogna trovare la formula per cui la governance e l'equilibrio tra ricerca e sostenibilità economica ci sia».