Indesit va in Polonia In Italia solo il «top»

La crisi morde il mercato degli elettrodomestici e Indesit mette in atto un drastico piano di riassetto: in pratica, resterà in Italia solo la produzione di gamma elevata, che ha prezzi compatibili con i costi di produzione nel nostro Paese, il resto sarà delocalizzato in Polonia e Turchia. Il piano prevede investimenti per 70 milioni, ma anche 1.425 esuberi (su 4.300 dipendenti), tra dirigenti (25), impiegati (250) e operai: per loro il gruppo di Fabriano, che ha aperto il confronto con i sindacati, punta a soluzioni «morbide» con il ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma per Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm il piano è «inaccettabile»: i sindacati chiedono l'intervento del governo «per scongiurare il rischio della cancellazione del secondo settore produttivo per numero di addetti del nostro Paese» e annunciano quattro ore di sciopero in tutti gli stabilimenti, mentre sono già in corso i colloqui individuali che porteranno all'uscita del 25% dei dirigenti.
Certo è che il piano ridisegnerà completamente, tra il 2013 e il 2016, la missione strategica dei tre poli industriali italiani del gruppo guidato da Marco Milani. Fabriano (Ancona) guiderà l'innovazione per i forni da incasso; Comunanza (Ascoli Piceno) per le lavabiancheria a carica frontale; Caserta per frigoriferi e piani cottura a gas da incasso. Una produzione destinata principalmente ai mercati ad alto valore aggiunto italiano e dei Paesi dell'Europa occidentale, con prezzi e prestazioni elevati, come la lavabiancheria connessa a Internet per tenere sotto controllo i consumi energetici e i frigoriferi in stile retrò. A Fabriano, unico polo per i forni, saranno concentrate anche produzioni oggi realizzate in Polonia, mentre quelle italiane considerate «non più sostenibili» (principalmente destinate ai Paesi dell'Est) saranno delocalizzate là dove il lavoro costa meno, saturando la capacità produttiva in Polonia, e rafforzando la Turchia, anche per cogliere le opportunità dei mercati in forte espansione del Medio Oriente e Nord Africa. Di fatto, oggi in Italia Indesit realizza il 30% della produzione e il 12% del fatturato: una situazione di «forte sbilanciamento», secondo l'azienda, tanto più che il mercato dell'Europa Occidentale è in calo con perdite del 5-7% al mese anche in Paesi come la Francia.
La prospettiva della riduzione dei costi è stata apprezzata dalla Borsa: il titolo Indesit è salito, così, dell'1,91% a 6,39 euro.