«Un industriale compri Etruria & C»

Il presidente di Assopopolari: «Le sofferenze delle banche? Colpa delle tasse sulla casa»

Massimo Restelli

La febbre del credito resta alta in Italia: Mps, che venerdì notte ufficializzerà i risultati degli stress test Bce come le altre big del settore sarà costretta a cedere 10 miliardi di deteriorati al fondo Atlante e a ricapitalizzare; l'asta per acquistare le nuove Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti ha visto pervenire solo 3 offerte da parte dei fondi. «Quello che può sembrare un inconveniente può essere trasformato in un'opportunità. Occorre fare un appello ai capitani coraggiosi, che non mancano in Italia», rilancia Corrado Sforza Fogliani, neo vicepresidente Abi e presidente di Assopopolari. «Le quattro banche prosegue Sforza Fogliani - sono state risanate dal Fondo di risoluzione con 1,6 miliardi. Ora con poco più di 500 milioni, che è quanto offrono i fondi Usa, i nostri capitani coraggiosi potrebbero assicurarsi la proprietà di istituti risanati. Fondendoli e facendo enormi economie si creerebbe una delle realtà più efficienti del Paese, con il plauso della comunità finanziaria».

Presidente Sforza Fogliani, propone di seguire il modello dell'intervento dei Malacalza in Carige?

«Dico che non è necessario che a comprare le banche siano altri istituti o banchieri. Quanto invece agli stress test, sono uno strumento antiquato; condivido l'appello dell'Abi perché vi sia una posizione responsabile».

Il quadro economico complici le conseguenze della Brexit rimarcate dal G20 - resta però incerto.

«La Brexit non impatta sull'euro ma solo sulla Ue. Non considero quindi la decisione della Gran Bretagna negativa per l'Italia, ma un'occasione che il nostro governo dovrebbe saper cogliere, a differenza di quanto accade ora».

Ma il sistema bancario è sotto tiro in Borsa per i suoi 200 miliardi di sofferenze lorde

«I deteriorati sono solo in piccola parte il risultato di prestiti errati dei banchieri. Le banche non sono monadi, nuotano nell'ambiente creato dalla politica. Nessuno poteva prevedere una crisi così grave e così lunga come quella che avvinghia l'Italia dal 2008. Noi abbiamo importato la crisi, aggravandola con un'imposizione immobiliare smodata, decisa dal governo Monti e sostanzialmente confermata dagli esecutivi successivi, compreso l'attuale. Le garanzie immobiliari che assistono i prestiti sono state svalutate in proporzione ai 2mila miliardi di diminuzione dei valori immobiliari che hanno impoverito tutti gli italiani».

Come giudica la politica bancaria del governo Renzi: dal bail-in alla riforma delle popolari?

«Per il bail-in si è solo inutilmente prospettato un disastro che non sui verificherà mai. Non voglio, invece, entrare nel merito della riforma delle Popolari, perché c'è perlomeno un'inchiesta in corso alla procura di Roma per insider trading. Quello che è pacifico è che si è ricorsi, paradossalmente, ad uno degli strumenti dell'armamentario fascista per costringere le popolari con 8 miliardi di attivi a convertirsi in spa. Con il risultato che i fondi si sono già impadroniti della prima cooperativa che si è convertita».

Il Fondo Atlante ha però da poco speso 2,7 miliardi per salvare Popolare Vicenza e Veneto Banca ...

«Mi lasci dire, anzitutto, che queste due popolari sono sotto il tiro di fuoco del bonapartismo economico, che non tollera la concorrenza che nei singoli mercati le Popolari assicurano. Vi sono banche di altro tipo che hanno avuto default non meno importanti, anche se non se ne è volutamente parlare. E aggiungo che non siamo in presenza di situazioni determinate dalla natura in sé degli istituti».

E il crac di Etruria?

«Etruria era l'unica popolare delle famose quattro banche spesso erroneamente definite quattro popolari. Le altre erano due casse di risparmio e una spa-ex cassa ben più grande di Etruria. Un'altra cassa, Tercas, è stata inoltre salvata dalla Popolare di Bari».

Resta il problema di Mps

«Se il governo e altri, cui spettava di farlo, avessero messo in campo anche solo un quarto dell'impegno ora profuso per Mps, storicamente vicino alla sinistra, l'Italia avrebbe evitato il disastroso disdoro che è derivato accettando supinamente le imposizioni della Ue sulle 4 banche. Ci vorranno invece decenni per superarlo. Però all'epoca l'esecutivo era tutto impegnato a ottenere l'ok sulla legge di Stabilità».

Commenti

flip

Lun, 25/07/2016 - 19:37

i crediti deteriorati del mps . 10 miliardi?. e' una bufala per i creduloni. La BCE lo sa perfettamente. Intanto il mps dicesse chi sono i debitori principali, (anche se possiamo immaginarlo) poi quanto ha già incamerato dallo stato con le svalutazioni sui suddetti crediti in sede di bilanci. poi, i suddetti crediti. erogati, come mutui o leasing sono stati abbondantemente incamerati, con gli abbondanti interessi incassati prima della scadenza del mutuo o altro (vi posso spiegare come). poi, sempre i suddetti crediti sono abbondantemente coperti dai beni immobili ipotecati che sono stati anche rivenduti. ecc. poi vediamo di fare un' analisi corretta di questi "crediti" Il tutto non vale solo per il mps, ma PER TUTTE LE BANCHE! Se si cerca di salvare dal fallimento il mps e altre banchette con aiuti di governo, falliamo tutti!.