Intesa lancia la sfida a Generali In palio il primato italiano

Il gruppo bancario sceglie Torino per il proprio polo assicurativo e per giocarsi la partita del «ramo danni»

Intesa Sanpaolo getta il guanto di sfida a Generali nel ramo Danni. Un anno e mezzo fa il gruppo milanese aveva provato a conquistare la mano di Trieste, per rafforzasi nel settore, ma le avance erano state prontamente rispedite al mittente e il nocciolo di azionisti della compagnia assicurativa era stato rafforzato. Ora la competizione si sposta sul business.

La Ca' de Sass, già leader in Italia nel ramo Vita, vuole bissare il primato anche nel Danni, Rca esclusa, punto di forzadel gruppo guidato da Philippe Donnet (che nel 2017 ha registrato una raccolto di 68 miliardi nel mondo, di cui 22,7 miliardi circa in Italia) . Lo hanno annunciato ieri i vertici del gruppo riuniti a Torino nell'ambito del convegno «Obiettivo Protezione».

Proprio a Torino, a 550 km da Trieste, sorgerà la base del polo assicurativo della Ca' de Sass. D'altro canto il capoluogo piemontese, come rivendicato dal presidente Gian Maria Gros-Pietro «è una scelta naturale, dato che proprio qui sono nate e cresciute alcune delle più notevoli e antiche esperienze assicurative del nostro Paese».

In tre anni Intesa Sanpaolo vuole raggiungere il 7% del mercato Danni, comprensivo dell'auto, dall'attuale 1%, con una raccolta di 2,5 miliardi, quasi cinque volte quella attuale. Attualmente Intesa Sanpaolo conta su una raccolta di 23 miliardi di cui 21,8 miliardi derivanti dal Vita. Per raggiungere questo traguardo la Ca' de Sass ha annunciato l'assunzione entro il 2021, l'assunzione di 500 persone di cui la metà a Torino (dalle attuali 800 che compongo oggi la divisione insurance), la formazione di 30mila persone e 300 milioni di investimenti in tecnologia e comunicazione. «Vogliamo diventare la prima compagnia assicurativa per i prodotti non motor dedicati alla clientela retail» ha dichiarato Nicola Fioravanti, ad di Intesa Sanpaolo Vita e responsabile della divisione insurance. I primi interlocutori che la banca punta a raggiungere sono i 12 milioni di clienti. «Vedo prospettive di crescita nella nostra quota di mercato, oggi abbiamo solo il 5,8% dei nostri clienti che comprano prodotti assicurativi contro una media del 20-25% che compra fondi comuni di investimento e altri prodotti della banca. Credo che arrivare al 18-20% non sia complesso» ha sostenuto l'ad Carlo Messina per poi aggiungere: «già raggiungendo la quota di mercato che abbiamo su altri prodotti, diventeremo la prima compagnia di assicurazione danni sulla parte non auto». Ma l'orizzonte è ancora più ampio: il mercato italiano è sotto assicurato. «Oltre il 75% degli italiani, ad esempio, possiede una abitazione di proprietà ma soltanto una minoranza la assicura» commenta Fioravanti. Per conquistarne il mercato Intesa punta su un «prodotto ombrello»: «Per Me Protezione». L'idea è che attraverso un singolo contratto il cliente possa assicurare le diverse esigenze, dalla casa ai viaggi, e seguirne l'evoluzione nel tempo modulando le protezioni previste.

Al termine del piano Intesa Sanpaolo vuole arrivare a proporre un modello di integrazione completa che passi oltre che dallattività bancari e dalla gestione patrimoniale di Eurizon anche dalla protezione assicurativa, una «wealth and protection company». Proprio su Eurizon Messina, ha definito «una fake news l'idea che Intesa Sanpaola voglia vendere una quota della società. Noi vogliamo crescere e un'alleanza internazionale potrebbe essere una strada giusta ma la condizione è di avere la maggioranza», Una decina di giorni fa si era parlato di un interesse di Blackrock a entrare in Eurizon con una partecipazione al 10% del capitale.