Per Intesa mille uscite "a quota 100"

Accesso al fondo di solidarietà per altri 600 dipendenti. E anche Carige ci pensa

Intesa Sanpaolo firma l'accordo con i sindacati per 1.600 uscite volontarie di dipendenti da realizzarsi entro giugno 2021 (ad integrazione delle circa 9mila già condivise nel corso del 2017). Di queste, spiega l'istituto guidato da Carlo Messina, 600 avverranno con l'ingresso nel Fondo di Solidarietà di settore (per coloro che maturano il diritto a pensione, anticipata o di vecchiaia, entro il 31 dicembre 2023) e 1000 saranno pensionamenti volontari (per coloro che maturano il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2021) inclusi anche i lavoratori che eserciteranno l'opzione di pensionamento «quota 100», sperimentale per il triennio 2018-2021, o la cosiddetta opzione «contributivo donne» che era valida fino al 31 dicembre del 2018. Sono state inoltre previste fino a un massimo di 150 assunzioni correlate alle uscite da realizzarsi a partire dal secondo semestre 2021, che si aggiungono alle 1.650 già concordate con il sindacato nell'ambito degli accordi siglati due anni fa.

«Grazie alle modifiche previdenziali - ha spiegato il chief operating officer di Intesa, Rosario Strano - siamo grado di offrire la possibilità di uscire volontariamente dal gruppo a persone che in precedenza ne risultavano escluse, garantendo per le stesse maggiori certezze».

Il ricorso a Quota 100, che comporterebbe un costo inferiore per l'istituto con vantaggi economici sia per l'azienda sia per i dipendenti in uscita, viene valutato anche da Carige dove ieri si è tenuto un incontro interlocutorio tra i rappresentanti sindacali della banca genovese e l'azienda proprio sull'utilizzo di questo strumento per quei 350 dipendenti dei quali è già stata concordata l'uscita. Nel frattempo, i commissari straordinari dell'istituto ligure stanno notificando ai sindacati l'avvio della procedura per la discussione del nuovo piano industriale presentato a fine febbraio. La trattativa da contratto deve essere portata a termine entro 50 giorni. Dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni previste Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener starebbero in particolare formalizzando l'intenzione di concentrare sulla controllata Banca Cesare Ponti tutte le attività nel private equity dell'istituto. Sul fronte degli esuberi in Carige sono attese ancora 350 uscite volontarie nell'arco del 2019, come da accordi già siglati dai rappresentanti dei lavoratori e che erano legate al piano dell'allora ad, Paolo Fiorentino. Di queste 50 sono già previste a luglio e 300 a dicembre. A questi numeri va aggiunta una riduzione di organico di 1.250 persone, prevista nel nuovo piano presentato a febbraio dai commissari sulle quali non è ancora tecnicamente partita una trattativa.

E il resto del sistema bancario? Secondo gli ultimi dati forniti dalla First Cisl, nei primi tre mesi dell'anno le cinque maggiori banche del paese (Intesa, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Ubi) hanno totalizzato 2,7 miliardi di euro di utili netti complessivamente contro i 2,3 miliardi dell'ultimo trimestre del 2018 e a fronte di 2.850 posti di lavoro e 187 sportelli in meno. A marzo le spese per il personale sono scese ancora del 3,7% rispetto agli ultimi tre mesi del 2018 e rappresentano ora solo il 34% dei proventi operativi contro il precedente 36,6 per cento.