Italia, la crescita è nel Mediterraneo

RomaL'area del Mediterraneo nel 2013 ha attirato 85 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri, un valore più alto di quello realizzato dalla Cina. Sfruttare il potenziale economico di quest'area in forte espansione, che rappresenta il 15% del Pil mondiale e della quale l'Italia fa parte, è stato il tema dello Strategic Growth Forum organizzato a Roma da Ernst & Young.

«I ritardi nelle liberalizzazioni tra i diversi Paesi dell'area, soprattutto in Europa, stanno generando ritardi e asimmetrie nell'apertura dei mercati», ha sottolineato l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia rilevando come «il sistema italiano dell'Alta Velocità sia già predisposto per l'interoperabilità, ma negli altri Stati vi sono ancora delle barriere» che impediscono lo sviluppo commerciale. Un chiaro riferimento al tradizionale atteggiamento protezionistico da parte della Francia nei confronti delle proprie aziende di trasporto. A proposito di intermodalità, il manager ha ricordato «l'impegno di Fs ad ampliare i collegamento ferroviari tra le principali stazioni metropolitane e gli aeroporti di Fiumicino e di Malpensa in vista di Expo», ma senza perdere di vista quello che è l'obiettivo principale cioè la velocità dei collegamenti. Elia ha inoltre aggiunto che entro fine mese l'Authority per l'energia dovrebbe dare il via libera alla cessione della rete elettrica di Rfi a Terna, mentre non si è sbilanciato sull'advisor per la privatizzazione che i rumor indicano in McKinsey.

E proprio allo sviluppo internazionale sta guardando la nuova Alitalia targata Etihad. L'ad Silvano Cassano ha ricordato come «ogni singolo euro del nostro piano di investimenti da 750 milioni sarà destinato all'incremento della nostra quota di mercato». Dopo le nuove rotte per Abu Dhabi, molto presto sarà inaugurata quella per Shanghai. «L'Expo e il Giubileo sono occasioni uniche per sviluppare nuovi mercati», ha precisato ricordando che «è in corso la trattativa con il sindacato per procedere a nuove assunzioni».

Il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, ha invece evidenziato che «negli ultimi 12-15 mesi l'Italia ha raggiunto l'obiettivo di attrarre investimenti esteri in società come Snam, Ansaldo Energia e Terna». Si tratta, secondo il numero uno di Via Goito, di una chiaro segnale di «internazionalizzazione del nostro mercato». Bassanini ha inoltre preannunciato la sigla di un memorandum of understanding con la Cassa depositi della Tunisia per il cofinanziamento di investimenti in infrastrutture e per il credito alle esportazioni.