Gli italiani si "dimenticano" 380 milioni in aereo

È l'importo annuale dei risarcimenti dovuti ma non richiesti dai passeggeri. E gli altri Paesi sono ancora più distratti

La carta europea dei diritti dei passeggeri, emanata nel 2004, dovrebbe essere la bibbia di chi viaggia in aereo, perché prevede indennizzi anche consistenti a favore di chi è vittima di ritardi, di cancellazioni o di mancato imbarco per overbooking. Il disagio resta, ma ottenere del denaro imprevisto - dai 250 ai 600 euro - è una specie di consolazione e serve almeno ad attenuare la rabbia. Invece non tutti i viaggiatori sono consapevoli dei propri diritti. Un portale tedesco online attivo in tutta Europa e dedicato proprio a chi intende richiedere un risarcimento - flightright.it - ha calcolato che, solo in Italia, le mancate rivendicazioni mandano in fumo 380 milioni all'anno, una cifra paragonabile al fatturato di una compagnia aerea di medie dimensioni come Blue Panorama.

Secondo le stime di flightright, nel 2013 sono stati più di 960.000 i passeggeri che, pur avendo titolo a un rimborso, non ne hanno fatto richiesta. L'analisi è stata condotta sugli oltre 1,7 milioni di voli che atterrano e decollano ogni anno dagli aeroporti italiani. In Europa va ancora peggio: le richieste di risarcimento non presentate, nel Regno Unito valgono 670 milioni, in Germania 580, in Spagna 500 e in Francia 440 milioni. Quindi non si può dire che solo gli italiani siano i più distratti o i meno consapevoli. Ricordiamo che il mercato del trasporto aereo nel nostro Paese è costituito da 120 milioni di passeggeri all'anno. Il diritto comunitario da dieci anni obbliga le compagnie a corrispondere ai passeggeri una compensazione in denaro quando i voli subiscano un ritardo superiore alle 3 ore e nei casi di cancellazione e di overbooking. Gli indennizzi variano secondo la lunghezza del volo e il disservizio (che ovviamente non dev'essere di forza maggiore), e vanno dai 250 euro a persona per il ritardo di un volo da 1.500 chilometri, ai 600 per un volo superiore ai 3500 chilometri. Spesso pagabili subito e in contanti. I passeggeri hanno comunque fino a 18 mesi di tempo per chiedere un risarcimento se la destinazione è in Europa e 12 se la località si trova al di fuori dei confini europei.