L'Antitrust bacchetta Tim: "Ha ostacolato Open Fiber"

Il procedimento legato al piano Cassiopea, rischio maxi-multa. Ma il gruppo prepara già la sua difesa

La dura battaglia combattuta da Tim nel 2016 per contrastare i progetti di Open Fiber, a suo tempo creata da Enel per realizzare una rete in fibra ottica, è sfociato in un procedimento dell'Antitrust. E, per l'Autorità, Tim avrebbe ostacolato l'ingresso sul mercato di Open Fiber e quindi rischia ora una maxi-multa.

Il procedimento era nato in seguito al piano Cassiopea, a suo tempo voluto dall'ad Flavio Cattaneo per espandersi sulle aree a cosiddetto «fallimento di mercato». ll progetto, tuttavia, - sottolineano da Tim - non è però poi mai diventato esecutivo.

Di diverso avviso l'Autorità presieduta da Roberto Rustichelli: «Dall'analisi emerge una strategia anti-concorrenziale con condotte diverse attuate nelle aree bianche e nel mercato nazionale. Le condotte sono tutte indirizzate a preservare ingiustificatamente il potere di mercato wholesale (all'ingrosso) e retail detenuto da Tim, a ostacolare l'ingresso sul mercato di Open Fiber, scongiurando una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, e a impedire un regolare confronto competitivo tra gli operatori attivi nel mercato dei servizi tlc al dettaglio».

Riguardo invece all'importo della possibile sanzione, l'Autorità può disporre l'applicazione di una sanzione fino al 10% del fatturato realizzato in quell'ambito. In particolare, «il valore delle vendite da prendere in considerazione ai fini del calcolo della sanzione sarà dato, per le condotte wholesale, dal fatturato derivante dalla vendita di servizi di accesso all'ingrosso a banda larga e ultra larga, pari nel 2018 a 0,7-1,2 miliardi. Per le condotte retail, ai fini del calcolo della sanzione, sarà preso in considerazione il fatturato derivante dalla vendita di servizi di telecomunicazione a banda larga e ultra larga».

L'Antitrust, nel caso di sanzione valuterà comunque diversi fattori e potrebbe scegliere una linea meno dura. Certo la vicenda è controversa, anche perchè Tim, oggi guidata da Luigi Gubitosi ed estraneo alla vicenda, ha molto sofferto sul fronte borsistico per l'arrivo di Open Fiber. Ora le due società stanno inoltre trattando un accordo per l'integrazione delle due reti in fibra.

Tim, comunque respinge le accuse e ha tempo fino al 27 giugno, data in cui è previsto un cda, per presentare memorie scritte e documenti. La conclusione è prevista entro settembre.

Sempre ieri il Tar del Lazio ha prorogato fino al 30 novembre la sospensione della multa da 74,3 milioni per la violazione degli obblighi relativi alla normativa sui poteri speciali (golden power) in relazione alla comunicazione del controllo da parte di Vivendi.