Una lezione lunga dieci anni

Cosa abbiamo imparato? Sono passati dieci anni da quando le prime avvisaglie della crisi finanziaria che avrebbe squassato mezzo mondo avevano cominciato a farsi sentire. Era l'estate 2007. Partita dagli Usa, la bufera ha scosso prima il continente americano, poi è arrivata fino a noi stravolgendo il mondo a cui eravamo abituati. In questi dieci anni abbiamo visto crollare come «castelli di sabbia», banche che credevamo imperiture.

L'apice della crisi un anno dopo, a settembre del 2008, con il fallimento di Lehman Brothers, ha fatto da spartiacque: segna un prima e un dopo. E il dopo lo stiamo ancora vivendo. «Dopo» abbiamo fatto i conti con i mutui Sub-prime, con l'innalzarsi dello spread, con l'entrata in fibrillazione dei conti di intere nazioni. Persino l'Euro, ha rischiato di crollare sotto il suo stesso peso. Abbiamo preso atto che il debito pubblico non è qualcosa di cui ci si può dimenticare, ci siamo dovuti confrontare con il bail-in e con le banche che falliscono anche nel nostro Paese. CariChieti, CariFerrara, Etruria e Banca Marche e poi Veneto Banca, Popolare Vincenza non esistono più, così come non ci sono più tanti altri piccoli istituti. Per non parlare della profonda crisi attraversata da Monte Paschi, salvata per il rotto della cuffia, quando il baratro che le si era aperto davanti appariva come un pozzo senza fondo. «Dopo» abbiamo visto sparire le nostre certezze: lavoro, pensioni, risparmi. Sono crollati i tassi d'interesse e siamo diventati sempre meno capaci di remunerare i nostri risparmi. Cosa abbiamo imparato? La sensazione è che tutto questo sia già stato dimenticato. Ed invece la trasformazione e i «salvataggi» sono ancora in corso. Chi si occuperà della prossima banca in crisi? E dei nostri risparmi? E delle nostre incertezze? Pensiamoci.

Di questo si parlerà nel corso della trasmissione Mercati Che Fare in onda, domani, sabato, alle 20.30 su TgCom24 di Mediaset.

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