Liberalizzazione orari negozi: flop di Monti. Persi 100mila posti di lavoro

Implacabili i dati dell'indagine di Confesercenti sull’effetto della liberalizzazione delle aperture nel commercio, entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2012

Ricordate la liberalizzazione delle aperture del commercio? A introdurla, due anni fa, fu il governo Monti, per cercare di rilanciare consumi e occupazione. Bene, sapete com'è andata a finire?  Un flop bello e buono: i benefici non ci sono stati e il settore tra il 2012 e il 2013 ha perso oltre 100mila posti di lavoro, registrando allo stesso tempo 28,5 miliardi di minori consumi di beni da parte delle famiglie. I dati emergono da un'indagine di Confesercenti sull'effetto della liberalizzazione delle aperture nel commercio, entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2012 e che rende possibile l'apertura 24 ore al giorno tutti i giorni dell'anno, domeniche e festività - come Natale, Pasqua e Capodanno - incluse.

"La liberalizzazione - spiega Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti, intervenendo a Senigallia in un dibattito sui temi della deregulation organizzato dalla Regione - avrebbe dovuto stimolare la concorrenza, favorire nuova occupazione e rilanciare consumi attraverso l'incremento delle occasioni di acquisto per le famiglie italiane. Constatiamo che l'intervento non ha raggiunto alcuno dei tre obiettivi: nel biennio in cui è stato in vigore la spesa delle famiglie è crollata come non mai nella storia della Repubblica italiana, mentre i posti di lavoro offerti dal settore, sotto forma di occupazione dipendente ed indipendente, sono diminuiti drammaticamente".

"Anche sul fronte della concorrenza - prosegue il segretario Confesercenti - l'effetto della liberalizzazione è stato controproducente: la concentrazione dei consumi nei weekend ha favorito solo la grande distribuzione, contribuendo all'aumento dell'erosione di quote di mercato della gran parte dei piccoli esercizi. Che non possono sostenere l'aggravio di costi, diretto ed indiretto, in particolare a valere sul fattore lavoro, derivante da un regime di apertura continua che non ha eguali in Europa e che ha portato ad un accelerazione dell'emorragia di imprese nel settore: nei primi due anni di applicazione della norma si registra un saldo negativo di più di 38mila unità tra aperture e cessazioni di attività".

Per Confesercenti si tratta "di un ulteriore colpo a un settore già messo a dura prova dalla lunga crisi dei consumi del nostro Paese, come testimoniano i 550mila negozi sfitti che abbiamo rilevato in Italia. E nemmeno il 2014 lascia ben sperare: nei primi 5 mesi dell'anno ci sono state già oltre 23mila cessazioni, per un saldo negativo di oltre 12mila unità".

Ma che si può fare ora? "Bisogna subito fare un passo indietro - avverte Bussoni - tornare alla regolamentazione degli orari dei negozi è una scelta necessaria, che garantisce un'equa concorrenza fra le diverse forme distributive. Siamo felici che la nostra proposta di ripensare le liberalizzazioni, avanzata più di un anno fa, abbia finalmente rotto il muro del silenzio. Ora si vada avanti, per risolvere un problema che è allo stesso tempo economico e sociale".

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 04/07/2014 - 12:14

Questa fa il paio col provvedimento "pro assunzione giovani" varato dal coyote che ha preceduto il pupazzetto a Palazzo Chigi. Sicuramente più gratificante un "selfie" con una manciata di sabbia.

Iacobellig

Ven, 04/07/2014 - 12:18

Monti va citato per danni, restutuendo il mal tolto agli italiani compresa la carica di senatore immeritatamente pretesa d concessa da Napolitano non esente per l'errore. Come Berlusconi, Napolitano non poteva non sapere che Monti non aveva capacità e per questo motivo va denunciato.

Ritratto di woman

woman

Ven, 04/07/2014 - 12:22

Non sono d'accordo: il flop è dovuto alla crisi, non alla liberalizzazione degli orari. Chi, come me, esce dal lavoro tardi, ai "bei tempi" trovava tutti i negozi chiusi, adesso fare la spesa quando si esce dal lavoro o alla domenica è un'opportunità provvidenziale.

paolonardi

Ven, 04/07/2014 - 12:37

Non e' ne' puo' essere colpa della liberalizzazione dell'orario. Le colpe devono essere ricercate nella demenziale politica economica con cui e' stata affrontata la crisi. Monti per primo, seguito da Letta e dal parolaio Renzi, accidenti al meglio, hanno messo in atto misure che hanno impoverito gli italiani che devono stringere la cinghia e ridurre le spese.

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Ven, 04/07/2014 - 12:37

Monti è e rimarrà sempre un emerito d.e.f.i.c.i.e.n.t.e. Quando lo vedo in televisione, per fortuna sempre meno spesso, mi tocco. Tuttavia la liberalizzazione degli orari dei negozi è una cosa positiva. Quando vado all'estero e trovo negozi aperti a tutte le ore, ne trovo sempre molto giovamento e soddisfazione. Chiaro che in Italia ci sono problemi legati alla sicurezza (rimanere aperti la notte), oltre che alla totale assenza di politiche per le famiglie (che di certo non agevolano chi vuole fare orari continuati o serali. Infine c'è tutto il discorso legato alla contrattualizzazione dei dipendenti... insomma, i soliti problemi strutturali tipici italiani.

Agostinob

Ven, 04/07/2014 - 12:46

La capacità di manipolazione dei dati da parte di Confesercenti e di questo Bussoni che, pensando di dirne una giusta, fa una figura da pecoraio, è enorme. Una notizia manipolata, passata alle agenzie e da queste copiata da giornalisti che sinceramente scrivono senza sapere cosa fanno, porta ad articoli sbagliati come questo. La perdita dei posti di lavoro è banalmente ed ovviamente, come in altri settori, dovuta alla crisi e non certo agli orari d'apertura. Se chiudono i punti vendita è ovvio che calano gli occupati. Doveva arrivarci anche Bussoni ma costui è tanto preso nel tentativo di difendere antichi privilegi ed abitudini da non voler vedere le ovvietà. Tornare indietro e subito (dice). Perché, non permettendo le aperture libere si otterrebbero più posti lavoro? Perché, se in una città un negoziante vuole aprire ad orari diversi non può farlo? Sapete la risposta di Confesercenti? Perché se un negoziante apre prima di altri, fa concorrenza a chi non vuole aprire e quindi è giusto che non apra. Con questa apertura mentale è giusto che i negozi chiudano.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 04/07/2014 - 12:46

Tutte balle!Tutto dovuto alla crisi generale,a "pastrocchi burocratici" locali,scarsa volontà,"comodità","disfunzioni distributive-organizzative",ingerenze-lacci "sindacali".In altri Paesi,dove la cosa è in essere da 25-30 anni(Paesi veramente "liberi"),nessuno ha sollevato scudi,perchè non "imposta" dall'alto(come in italia,inserita in un contesto "corporativo-sindacale-fiscale-licenze-permessi... pazzesco),ma dal basso,liberamente,spontanea,come dovrebbe essere,a vantaggio di tutti,in condizioni di libera,effettiva concorrenza,scelta!!Ripeto:tutte balle!!

Raoul Pontalti

Ven, 04/07/2014 - 12:47

Non c'entra nulla! Monti introdusse in modo un po' spinto le norme previste dalla direttiva Bolkestein (direttiva 2006/123/CE) sulla liberalizzazione dei servizi. Già di per sé ma soprattutto senza altre misure, in particolare sul controllo del lavoro, la direttiva era facile prevedere sarebbe stato uno strumento di macelleria sociale con la distruzione del tessuto della piccola distribuzione a favore della grande distribuzione. La liberalizzazione degli orari ad es. significa per il piccolo commerciante o soccombere perché non può reggere la concorrenza su quel versante o arrivare all'autosfruttamento estremo con tutte le conseguenze sociali, familiari e anche sanitarie. Mentre la grande distribuzione (e anche la media) ricorre al ricatto sui dipendenti che devono rassegnarsi a turni massacranti comprendenti anche i giorni festivi. Non confondiamo quindi le cause tra di loro ma rapportiamole ciascuna ai propri effetti. Quanto riferito nell'articolo non ha invece rapporto di causa- effetto ma semplicemente di epifenomeno con diversa causa reale.

Duka

Ven, 04/07/2014 - 13:00

Questo è ciò che succede quando a governarci ci troviamo gente che NON CAPISCE NIENTE DI ECONOMIA REALE. Vale peril prof. tentenna quanto per il successore e l'attuale tutta gente che di economia reale NON capisce niente.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Ven, 04/07/2014 - 13:06

MONTI NON E' STATO VOTATO DAL POPOLO COME RENZI E LETTA VE LI HANNO IMPOSTI I MASSONI EUROPEI E VOI LI AVETE ACCETTATI PERCHE' SIETE BABBEI E NON AVETE ORGOGLIO ED AMOR PATRIO.

chiara 2

Ven, 04/07/2014 - 13:30

WOMAN..mi scusi ma lei ragiona proprio da tipica italiana, in modo miope ed egocentrico. lei dice che il trovare i negozi aperti la sera tardi è una manna dal cielo. guardi io sono una commerciante e mi sembra più che venire incontro rimanere aperta un paio di volte alla settimana fino alle 20, poi siamo aperti anche il sabato, quindi non vedo perchè lei non possa ritenere tali orari sufficienti. la vertià è che al consumatore italiano piace l'idea di fare con comodo, tanto i commercianti sono tutti ladri e scansafatiche. il piccolo commerciante, invece, lavora 14 ore al giorno 6 giorni alla settimana + le varie incombenze private mentre il consumatore, che spesso lavora 10 ore fuori casa ed il fine settimana è a casa, vorrebbe vederci schiavizzati ai suoi comodi. è ora di finirla ed è anche ora che gli italiani come lei si comincino a guardare attorno. è comodo sostenere certe idee ma poi i centri storici si svuotano e desertificano perchè voi dovete andare a farvi la spesa alle nove di sera al centro commerciale che ruba posti di lavoro e sfrutta i propri dipendenti.

moshe

Ven, 04/07/2014 - 13:49

monti chi? a sì! il primo burattino di re giorgio!

lordcris

Ven, 04/07/2014 - 13:51

Ma non vi vergognate a scrivere fregnacce del genere? E dovreste essere un giornale di "destra"? Siete contro le liberalizzazioni, contro Uber, contro le privatizzazioni ... Ma che razza di gente lavora in redazione?!

petra

Ven, 04/07/2014 - 13:51

#cangrande In Germania i negozi chiudono alle 18 e tutto il sabato (eccetto aereoporti e stazioni). E non lo fanno certo per frenare i consumi.

Anna H.

Ven, 04/07/2014 - 13:57

Non ho capito: ma, a voi del Goirnale, la libera concorrenza in un libero mercato piace o non piace? Schizofrenia portami via...

Ritratto di thunder

thunder

Ven, 04/07/2014 - 13:58

stronzate e' forse l'unica cosa giusta del governo monti. il problema e' che siamo sempre piu' poveri!!!!!!

Ritratto di filatelico

filatelico

Ven, 04/07/2014 - 14:08

La liberalizzazione degli orari è un falso problema! Se io VOGLIO COMPRARE il tempo lo trovo.Per esempio molti negozi che a me interessano non sono aperti il lunedì, ma il sabato;altri il sabato mattina e il lunedì pomeriggio. Ovviamente mi attrezzo per comprare sia dall'uno che dall'altro, tenendo presente che i commercianti hanno diritto al riposo e non sono schiavi dei consumatori.Quanto al fatto che questo provvedimento fu fatto da Monti preferisco non commentare perchè sfonderei un portone aperto!

linoalo1

Ven, 04/07/2014 - 14:11

L'importante è che resti in vigore quando ci sarà la Ripresa!Lino.

Angel7827

Ven, 04/07/2014 - 14:17

Per gli ignavi: La liberalizzazione, avviata dalla manovra del governo Berlusconi a luglio scorso come «sperimentazione», è stata completata dalla manovra del governo Monti (il decreto «salva Italia» del 6 dicembre, convertito in legge il 22) che estende la libertà di apertura e chiusura – prima concessa alle «località inserite negli elenchi regionali dei luoghi a vocazione turistica e le città d’arte» - a tutti gli esercizi. Quindi questa riforma faceva parte della visione liberale della destra...ovviamente nell' articolo non viene detto, e gli allocchi ci cascano...come al solito. Scommetto che all' epoca il giornale era in sintonia con quel provvedimento temporaneo, onestà intellettuale...questa sconosciuta.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 04/07/2014 - 14:23

@petra,@cangrande ha ragione.Se i Tedeschi,si sentono di fare così,e al loro SISTEMA va bene così,si accomodino.Io posso affermare,avendo lavorato-vissuto in 3/4 dei PAESI dl Mondo,che in un vero PAESE LIBERO(non l'italia,piena di lacci,lacciuoli,sindacati,licenze,corporazioni,etc.etc.),sono proprio i PICCOLI a fare concorrenza ai GROSSI,con una maggiore flessibilità,disponibilità,etc.(non certo il prezzo),vedi per esempio la catena "7eleven",che ha negozi aperti 24 ore al giorno.In questi PAESI "liberi",al contrario di quello che accade in italia,sono i GROSSI ad essere rigidi negli orari di apertura e chiusura.La mentalità italiana(purtroppo),è quella di preservare "privilegi",piuttosto che dare l'occasione ad altri di "scardinare un privilegio".Tutto acquisito,ingessato.Chi è dentro è dentro,chi è fuori è fuori!Questa è libertà?Questa è "liberalizzazione"??....Licenze:cosa sono,se non un privilegio pagato?...UNO deve essere LIBERO di aprire il punto di vendita che vuole,dove vuole,solo rispettando norme igieniche,di sicurezza,etc.legate all'esercizio.Sono CAVOLI SUOI,se non vende,se ha sbagliato i conti,se deve chiudere...Questa è LIBERTA',il resto sono chiacchere di comodo!!

Il giusto

Ven, 04/07/2014 - 14:46

Non si tratta di liberalizzare o no!Purtroppo i soldi per gli acquisti sono sempre pochi,perciò se vado alle 9 di sera non vado alle 6 di pomeriggio!Aumentano solo le spese e la fatica per i negozianti-lavoratori costretti a fare più ore per un guadagno uguale!La mia compagna lavora per una catena d'abbigliamento ed il suo negozio tiene aperto anche alcune domeniche durante l'anno.Mi ha confermato che le persone,poche per altro,che vanno la domenica a fare acquisti sono quelle che prima le facevano il sabato!I numeri sono sempre quelli!Se il mio panificio tenesse aperto anche in pausa pranzo a me non farebbe differenza perché sempre 2 panini compro!Ma voi non eravate contro Uber e le liberalizzazioni a giorni alterni?Mah...

titina

Ven, 04/07/2014 - 14:49

Non è che se aprono più negozi o se li aprono di notte io spendo di più. Poichè con il reddito fisso e l'avvento dell'euro posso spendere un terzo di quanto spendevo prima, bisogna ridurre di un terzo i vari scaglioni delle aliquote irpef, Invece sono aumentate anche le addizionali comunali e regionali. Certo, bisogna pagare vitalizi di 5000 euro al mese agli sfruttatori dei cittadini. Si vergognino coloro che prendono il vitalizio e non hanno ancora 67 anni! sfruttatori!

Ittaboba

Ven, 04/07/2014 - 15:03

Non si puo' dire che non fosse una liberalizzazione,sebbene ce ne siano di ben piu' importanti.Che poi il contesto generale sia catastrofico per 1000 motivi e non abbia sortito l'effetto annunciato (cosi' come non lo sortiranno gli 80€ in busta paga) non é una buona ragione per esprimersi comunque "contro a prescindere" in puro stile espresso

Il giusto

Ven, 04/07/2014 - 15:04

Non si tratta di liberalizzare o no!Purtroppo i soldi per gli acquisti sono sempre pochi,perciò se vado alle 9 di sera non vado alle 6 di pomeriggio!Aumentano solo le spese e la fatica per i negozianti-lavoratori costretti a fare più ore per un guadagno uguale!La mia compagna lavora per una catena d'abbigliamento ed il suo negozio tiene aperto anche alcune domeniche durante l'anno.Mi ha confermato che le persone,poche per altro,che vanno la domenica a fare acquisti sono quelle che prima le facevano il sabato!I numeri sono sempre quelli!Se il mio panificio tenesse aperto anche in pausa pranzo a me non farebbe differenza perché sempre 2 panini compro!Ma voi non eravate contro Uber e le liberalizzazioni a giorni alterni?Mah...

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 04/07/2014 - 15:06

@il giusto,@il filatelico:chi vuole aprire alle 8:00,chiudere alle 16:00,deve essere libero di farlo!Chi vuole aprire alle 16:00 e chiudere alle 24:00,perchè non deve essere libero di farlo?Il MERCATO,occasionalmente favorirà l'uno o l'altro...Questa è concorrenza...come per il telefonino che voi usate!!(vi sono tornate comode le varie "riduzioni",avvenute in questi anni,le varie "offerte"?????)

Ritratto di scorpion12

scorpion12

Ven, 04/07/2014 - 15:37

i commercianti ci provano come sempre ma cosi non fanno altro che farsi ridere dietro. #compratevenacalcolatrice

Il giusto

Ven, 04/07/2014 - 15:39

Zagovian...qui non si contesta la liberalizzazione in se ma il dare la colpa a questa per i mancati introiti!Se non c'è lavoro per 8 ore è INUTILE farne 12!Ma il giornale e alcuni commentatori preferiscono dare la colpa al decreto!L'onestà e la coerenza è merce rara...

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Ven, 04/07/2014 - 16:15

Sono le solite balle del rappresentante della categoria di turno, che tenta di addossare a un unico aspetto del problema (in modo parziale e fuorviante) la ragione dell'ennesima "disgrazia" che colpisce l' "AZIENDA ITALIA". E', secondo me, assolutamente fuorviante affermare che i posti di lavoro persi, i minori consumi, la mancata spinta alla concorrenza nel settore del commercio dipendano principalmente dalla liberalizzazione degli orari d'apertura. I negozi e le attività commerciali chiudono principalmente perché la capacità di spesa degli Italiani è crollata e perché al contempo ogni attività (anche la più microscopica e a carattere familiare o mono-lavoratore) è stata sempre più maciullata da burocrazia, fisco, intralci al lavoro. La spesa è crollata perché una grande parte degli Italiani ha paura e ha già da tempo dovuto mettere mano ai risparmi senza nessuna certezza per il futuro; è crollata perché molte famiglie che prima potevano contare su due stipendi, oggi ne hanno solo uno e in moltissimi casi nemmeno quello. E' crollata anche perché molti beni a carattere voluttuario, modaiolo, non indispensabili, sono stati semplicemente cancellati dalla lista della spesa e, al contrario, le cose indispensabili non hanno avuto un ribasso dei prezzi (quando non sono schizzati in cielo). Le attività commerciali chiudono perché, a fronte di una forte contrazione della domanda, i costi e le pratiche burocratiche inevitabili per "tenere aperto" sono diventati insormontabili per chiunque. Per un commerciante, la pressione fiscale, tributaria e contributiva è del 69%! Significa, nella realtà, che ogni 100Euro di reddito, lo stato si impossessa di 69 euro, e solo 31 vanno a lui. Considerando che un commerciante non abbia dipendenti, il soggetto è sottoposto a contributi all'ordine e tasse connesse, IMU del locale lavorativo, tasse sulle bollette, sulla pubblicità, il commercialista... e poi a INPS, previdenza complementare, contributi per assistenza sanitaria integrativa, IRPEF, addizionali, IRAP, TARES (prima, TIA+TARSU) tasse indirette, l'obbligo del POS, la nuova "invenzione" della RAI, addizionali regionali/comunali, ecc... senza contare i costi "a monte" per iniziare un'attività: disponibilità di una casella di posta elettronica certificata (PEC), firma digitale, diritti, bolli virtuali, diritto camerale, vidimazione dei registri, commercialista, senza dimenticare di poter disporre delle licenze necessarie... Qualcuno dica a Bussoni che se l'economia italiana "tirasse", se il "fare attività" in Italia fosse aiutato e rispettato (invece che vessato e infangato), se il mercato del lavoro fosse meno "blindato", se lo Stato fosse il primo a tagliare drasticamente i propri costi/sprechi (e evitasse quindi di inventare un balzello al giorno per raccattare soldi ovunque tesi a mantenere il "carrozzone"), se le banche investissero nell'economia reale invece di "giocare" coi mercati finanziari, se i burocrati dell'Europa la smettessero di imporre limiti/veti/regolamenti assurdi e slegati da qualsiasi logica/opportunità, se l'Italia potesse fare una propria-indipendente-sovrana politica monetaria su una valuta nazionale (anziché essere "ammanettata" al killer Euro), se, se, se.... beh, sono quasi certo che ognuno troverebbe la sua collocazione e la sua convenienza anche in un sistema che non prevede limiti d'apertura. E' l'Italia dissanguata da uno Stato insaziabile, soggiogata da una Europa distante dai popoli, paralizzata da ideologie e politiche anti-sviluppo/prosperità, controllata da aguzzini incontrollati, incontrollabili e irresponsabili che si chiamano informazione, fisco, sindacati, magistratura, banche, palazzi romani, amministrazioni locali, ecc... che "chiude i battenti", che si trova disoccupata, che non riesce più a intraprendere nuove attività! Ma di che cosa ci preoccupiamo? Adesso abbiamo Renzi che "gliele ha cantate a quelli di Bruxelles", che ha "sfidato i padroni tedeschi", che ci regalerà a minuti una bellissima nuova legge elettorale e un Senato nuovo (cose con le quali sicuramente l'economia reale ripartirà a razzo!).... Ho già fatto partire il cronometro per vedere in quanti secondi si metterà a cuccia davanti a Merkel e soci, e in quanti anni riuscirà (se mai riuscirà) a SEGARE davvero i costi dello Stato.

Agostinob

Ven, 04/07/2014 - 16:25

Un negoziante è un lavoratore autonomo e come tale dovrebbe poter decidere lui quando aprire e quando chiudere e non dover sottostare a decisioni corporative. Vi sono negozianti che per stanchezza, monotonia, non interesse o scarso lavoro, preferiscono non stare in negozio oltre il limite che ritengono opportuno e quindi dicono che è giusto non liberalizzare gli orari. Ma se si domanda a quei negozianti "OK, tu sei libero di non aprire oltre quanto desideri, ma perché un altro non può invece aprire quando e come vuole?" la risposta sarebbe: "beh, se gli altri aprono quando sono chiuso, mi farebbero concorrenza...". Ovvero, poiché io non voglio tenere aperto, non voglio che lo facciano altri. Chi vuole avere la libertà di farlo invece, non dice nulla contro chi vuole tener chiuso. Non lo obbliga ad aprire, mentre il primo vorrebbe obbligare il secondo a chiudere. Questa è la differenza di pensiero.

max.cerri.79

Ven, 04/07/2014 - 16:54

Aprire 7 su 7 non vuol dire aumentare il numero dei dipendenti, basta giocare con gli orari un'ora oggi, mezz'ora domani et voilà, saltano fuori le ore per la domenica, senza supplemento alcuno. Quand'ero piccolo la domenica e il lunedì la bottega sotto casa era sempre chiusa, e pure il mercoledì pomeriggio... Eppure sono arrivato a 35 anni ben pasciuto...

Ritratto di ohm

ohm

Ven, 04/07/2014 - 17:06

E chi paga questo errore madornale ? Visto che Monti è ben rintracciabile non si possono chiedere i danni arrecati al popolo italiano?

andrew99

Ven, 04/07/2014 - 17:11

E ci volevano due anni per capirlo?! Se tieni un negozio aperto 2-3 ore in più al giorno in un periodo di crisi seconda solo al '29, l'unica cosa che aumenta sono solo i costi di personale e bollette per i commercianti. E dato che le vendite rimangono uguali, se non addirittura diminuiscono (causa crisi), pensare che l'occupazione aumenti è da rincoglioniti totali. Anni addietro i negozi non erano aperti 24 ore su 24 e non mi pareva che ci fosse gente che non combinava a fare la spesa causa supermercati chiusi..... o sbaglio???

roberto78

Ven, 04/07/2014 - 17:47

1) la liberalizzazione degli orari offre degli strumenti, sta al commerciante decidere se e come avvalersene 2) forse perchè sono giovane, vivo a Milano, lavoro tanto e faccio orari da schifo, ma io molti negozietti del mio quartiere non li ho MAI visti aperti... ovvio che tutti i miei acquisti si concentrino nei grandi esercizi commerciali la domenica e/o la sera (mi è capitato persino di ridurmi a fare la spesa a mezzanotte al carrefour express che fa orario 24/24h)... se un giorno scoprissi che il negozietto vicino casa è fallito personalmente non me ne farei un cruccio, semmai penserei che se lo è meritato. 3) forse fraintendo io la distinzione tra dx e sx, ma pensavo che le mie esigenze fossero di dx, di libero mercato, di concorrenza, di voglia di fare ... scopro invece che il giornale di FI la pensa diversamente e appoggia interessi contrari ai miei...

Ritratto di diversamentedidestra

diversamentedidestra

Ven, 04/07/2014 - 18:05

X petra, scusa, ma dove abita lei in Germania x dire cio'. Io sono cittadino italo-tedesco, originario di Limburg an der Lahn (60 km da francoforte) e le diro' che posso andare a fare la spesa anche dopo le 20, per non parlare dei minimarket dei distributori in citta', che sono aperti 24 ore. D'altronde le liberalizzazioni sono state fatte i n Germania almeno 30 anni fa. Se mi parla deo negozi del centro storico, posso ancora capire, ma i supermercati e i centri commerciali certamente non chiudono alle 6. E meno male che ci sono, altrimenti dovrei addestrare il mio cane a fare la spesa per me,visto che lavoro a quell'ora ancora. Comunque, quando stavo in inghilterra nel 2000, facevo la spesa alle 23 di notte a gatwick, vicino a londra. Chiaramente il personale impiegato era il doppio,visto che si trattava di due turni. Se i turni si fanno in fabbrica, allora si possono fare anche altrove. Si sa, l'italia e'il paese dei privilegi e corporazioni e le liberalizzazioni vanno bene, purche'si facciano non nel proprio settore

Luigi Fassone

Ven, 04/07/2014 - 18:14

Scusate,non sono commerciante,sono un avventore. dare addosso a Monti,su questa liberalizzazione,può dare felicità ad alcuni,come già accadde sempre e ovunque per Berlusconi. ma io proprio non vedo la connessione tra gli orari liberi dei negozi e la disoccupazione. C'è qualcuno che può spiegarmelo,senza ogni tre per due insultare chicchessia ? tecnicamente,voglio dire ! Grazie !

killkoms

Ven, 04/07/2014 - 20:57

monto doveva solo affossare l'Italia!

curatola

Sab, 05/07/2014 - 06:12

io avrei liberalizzato gli orari solo dei piccoli esercenti e applicato un sovraprezzo a favore di tali categorie. chi compera di domenica è giusto paghi la stessa merce un pò di piu avendola sottocasa.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 05/07/2014 - 11:24

@curatola:un Mercato veramnte libero a 360°,porta anche a questo.Se io sono LIBERO(a 360°),posso decidere se tenere il mio negozietto aperto anche di notte,e LIBERO di applicare per questo "servizio" un "extra" per esempio di un 10%...Il CLIENTE a sua volta,è LIBERO di venire o non venire,ed io sono LIBERO di guadagnare o fallire,se ho sbagliato!!Questa è LIBERTA!

buri

Dom, 06/07/2014 - 22:12

il flop! NO!!! uno dei tanti flop di quel governo

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Lun, 07/07/2014 - 12:48

petra sbagli ancora, i supermarket alimentari e gli altri chiudono alle ore 20, inoltre non ci sono pause per la chiusura pomeridiana , aprono alle ore 08 e chiudono alle ore 20 il questo lasso di tempo 12 ore restano aperti , scrivete come al solito delle minkiate.Zagovian non fanno cosi credimi molte volte ho comperato alle ore 20 un minuto prima che chiudessero,non ascoltare delle incompetenti.Io nel giro di 300 metri ho 3 supermarket, abbondano di personale e se lo possono permettere.