L'illusione della conoscenza

Come funziona la nostra mente? Quanto e cosa pensiamo di sapere? C'è un libro scritto da due scienziati cognitivi americani, Sloman e Fernbach. Il titolo è emblematico: «L'illusione della conoscenza».

Vi si sostiene che l'uomo sopravvive e si sviluppa nonostante abbia grosse carenze in termini di conoscenza individuale. Tutti utilizziamo tecnologie e strumenti molto complessi, ma la maggior parte non conosce il funzionamento di oggetti estremamente semplici quali possono essere un accendino o la macchinetta del caffè. Nel testo si citano molti esempi. Se ci chiedessero come funziona una cerniera lampo, quanti sarebbero in grado di rispondere correttamente? Eppure le «zip» fanno parte della nostra vita, praticamente dalla nascita. Oppure, saremmo in grado di pensare a come costruire una bicicletta? E' questa «L'illusione della conoscenza». Provate ad immaginare voi stessi, sia nel caso della zip che in quello della bicicletta. Non riuscite vero? Ma non per questo vi sentite frustrati. In realtà non avete bisogno di quella conoscenza specifica: ci sono altri ad averla per voi. E in campo finanziario? Avviene la stessa cosa. Anche in quest'ambito abbiamo troppo spesso l'illusione di governare le nostre scelte d'investimento, di dominare le dinamiche di mercati che, invece, si fanno sempre più complessi. Crediamo di saper scegliere perché abbiamo l'illusione di sapere, finché non ci scontriamo con la delusione che, nella stragrande maggioranza dei casi, il «Fai da Te» finisce per determinare. Il più grande nemico della conoscenza non è l'ignoranza, ma l'illusione di sapere. Sloman e Fernbach asseriscono che la chiave della nostra intelligenza sta nelle persone e nelle cose intorno a noi.

Sono le nostre menti che ci permettono di fare cose incredibili: il vero genio sta nel modo in cui usiamo la comunità che ci circonda e le sue specifiche competenze. Allora facciamolo anche per dare maggior frutto ai nostri risparmi ed investimenti. Che sia questa la nuova frontiera dell'educazione finanziaria?

leopoldo.gasbarro@me.com