Lunedì la stangata Imu e Tasi: ecco chi (e quanto) deve pagare

Luned' 18 giugno scade il termine per pagare l'acconto di Imu e Tasi. Importi invariati rispetto al 2017. Ecco tutto quello che c'è da sapere

L'acconto di Imu e Tasi andrà versato entro lunedì 18 giugno. Un primo assaggio di stangata per gli italiani che dovranno versare l'obolo per le seconde case e per i "servizi indivisibili".

Ci sono però alcune regole da seguire e che ogni contribuente dovrebbe conoscere. Andiamo con ordine e partiamo da chi e per quale immobile occorre pagare Imu e Tasi. Queste due tasse non valgono sulla prima casa, ovvero quella dove il cittadino ha la residenza. Unica eccezione: chi ha una casa di lusso (A1 (immobili signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi)), che in quel caso è chiamato lo stesso a versare l'imposta. Per il resto, importo, aliquote e detrazioni sono uguali a quelle del 2017. Niente è cambiato, se non - e questo dipende da ogni nucleo familiare - le variazioni che ogni singolo contribuente ha avuto sul suo patrimionio (cessioni, acquisizioni, ecc). Come spiega il Corriere, quindi, se sapete di non aver modifiche consistenti per sapere quanto dovrete pagare basterà calcolare la metà del totale di Imu e Tasi versate nell'anno passato.

Semplice, o forse no. Perché sono diverse le regole da tenere a mente. Innanzitutto il conquaglio: quando va fatto? Se non si è deciso di pagare tutto e subito, allora mettete la sveglia per il 17 dicembre quando, a pochi giorni da Natale, dovrete versare nelle casse dello Stato il restante 50% dell'importo. Ovviamente il conto va fatto per tutti gli immobili di cui si è proprietari (esclusa, come visto, la prima casa). Attenzione: perché - spiega il Corriere - a versare Imu e Tasi dovranno essere "tutti i proprietari di immobili situati in Italia e tutti coloro che su di essi sono titolari di un diritto reale di godimento: come l’usufruttuario o chi ha un diritto d’abitazione (come il coniuge superstite sulla casa di famiglia, ma se l’abitazione non è classificata come di pregio è esente), di uso, enfiteusi e superficie". In caso di multiproprietà, invece, a versare la tassa dovrà essere chi risulta amministratore e in caso di separazione la vicenda si fa un po complicata: a pagare sarà l'ex coniuge affidatario dell'immobile (esentato nel caso in cui vi abbia spostato la residenza). E se per chi ha la comproprietà ognuno verserà la propria quota, bisogna considerare che ne sarà esentato solo chi ci abita: gli altri proprietari dovranno versare la loro quota comunque.

E le aliquote comunali? Non potranno cambiare rispetto all'anno scorso, né le amministrazioni comunali hanno diritto a modificare le agevolazioni.

Per chi è proprietario di uffici, negozi, depositi, capannon commerciali e industriali la storia è sempre la stessa: se l'Imu è dovuta, va pagata. E, fatta eccezione per alcune eccezioni (leggi qui) oltre che quelli di proprietà di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, l'Imu si paga anche sui terreni agricoli, chiunque ne risulti proprietario.

Commenti

Duka

Lun, 18/06/2018 - 07:16

Soldi che finiscono imboscati e che mai ritornano ai cittadini sotto forma di servizi. VERO, AUTENTICO FURTO DI STATO.

Altoviti

Lun, 18/06/2018 - 19:07

Sarebbe meglio una tassa pagata da tutti, prima o seconda casa allo stesso livello, in modo automatico come la Tarsu, più bassa per tutti e decisa a livello nazionale senza che i sindaci possano decidere, che ne so 2 euro ogni metro quadrato in città e 1,5à per le città medie e 1 euro per le zone di campagna alla'anno. questo rilancerebbe il mercato immobiliare nelle zone rurali dove è debole.