Lvmh "stappa" pure Chateau d'Esclans

Moet Hennessy rileva il 55% del vino rosato della Provenza

A pochi giorni dalla maxi operazione che ha portato il marchio Tiffany sotto il controllo di Lvmh per 16,2 miliardi di dollari, la multinazionale francese del lusso parte alla conquista di Chateau d'Esclans. Lvmh ha acquistato il 55% del principale rosato della Provenza, leader nel mercato americano, che si aggiunge ai marchi di vini e liquori già nel gruppo guidato da Bernard Arnault (Moet & Chandon, Veuve Clicquot, Dom Perignon per citarne alcuni). L'accordo prevede che il presidente di Chateau d'Esclans Sacha Lichine continui a supervisionare le attività dell'azienda. A cedere la parte più importante delle azioni (il 50%) è stato l'altro socio, Alix Am, mentre Lichine ha venduto un pacchetto del 5 per cento. A portare il Chateau d'Esclans nel segmento dei vini di alta gamma era stato lo stesso Lichine nel 2006, con un'operazione che rivoluzionò il settore, imponendo i vini di Provenza al centro del mercato.

Secondo un'indagine di Coldiretti più di una bottiglia su 4 (28%) di vino rosato è infatti made in France. Il Paese è il primo produttore al mondo, con l'Italia al quarto posto (10%) dietro a Usa (17%) e Spagna (15%). «Negli ultimi dieci anni i consumi mondiali di vino rosato - spiega la confederazione degli agricoltori - sono cresciuti del 7%, con un andamento positivo. Il 36% del rosato viene bevuto dai francesi, il 15% dagli statunitensi, il 7% dai tedeschi e il 5% dagli italiani». In Italia, insomma, si beve poco vino rosato, ma si esporta molto. La quota di export dell'Italia nel mercato globale è del 16% contro il 14% dei francesi. Leader delle esportazioni, la Spagna che detiene il 42% del totale. L'operazione di Lvmh per Coldiretti «dimostra come l'agroalimentare sia diventato un settore privilegiato di investimento».

Lvmh si era resa protagonista di un'operazione ben più importante pochi giorni fa: l'acquisizione del gruppo dei gioielli americano Tiffany. Dopo l'operazione Moody's ha confermato il rating di lungo termine «A1» su Lvmh Moet Hennessy Louis Vuitton. L'outlook rimane stabile sebbene l'acquisizione di Tiffany farà salire il debito di Lvmh. «Abbiamo mantenuto l'outlook stabile, perché riteniamo che i credit ratio si riprenderanno grazie alla crescita dei profitti e alla robusta generazione di flusso di cassa», ha detto Vincent Gusdorf, vice president di Moody's, sottolineando che «comunque, finché i livelli patrimoniali non torneranno a livelli più in linea con il rating A1, Lvmh non avrà capacità per un'altra grande acquisizione finanziata dal debito».