Malacalza affida Carige a Tesauro e Bastianini

Svelata la lista per il nuovo cda: un giudice a fare da garante e al timone operativo il manager di Arpe abile nel controllo dei conti

Camilla ContiVittorio Malacalza ha già scelto i cavalli su cui scommettere per rilanciare il suo investimento di circa 250 milioni nella Carige: un giudice napoletano, affabile ma tosto, a fare da garante col cappello di presidente e un manager esperto nel controllo dei conti al timone operativo. Il patron di Malacalza Investimenti, che possiede il 17,6% dell'istituto ligure, ha infatti svelato ieri la lista di candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione in vista dell'assemblea del 31 marzo. Al posto del presidente Cesare Castelbarco Albani è stato suggerito Giuseppe Tesauro, ex numero uno dell'Antitrust e della Corte Costituzionale, mentre lo stesso Vittorio Malacalza farà da vice.

La lista è composta di quattordici nomi: il ruolo di amministratore delegato sarà affidato al grossetano Guido Bastianini, 58 anni. Il successore di Piero Montani è stato l'uomo dei numeri di Capitalia fino all'incorporazione in Unicredit e figura di fiducia di Matteo Arpe tanto da seguirlo nell'avventura in Sator (di cui è direttore generale) e Banca Profilo (come presidente). Bastianini può vantare anche ottimi rapporti con Banca d'Italia, fattore quest'ultimo ritenuto rilevante soprattutto in questa fase delicata per il settore bancario. Sulla scelta, secondo osservatori, può avere svolto un ruolo significativo Beniamino Anselmi, banchiere ex Capitalia vicino a Malacalza e attuale consigliere della banca genovese. La lista è completata dal presidente della Camera di Commercio di Savona Pasquale Luciano, dall'ex cfo di Poste e Rcs Maurizia Squinzi, dagli attuali consiglieri Beniamino Anselmi, Giampaolo Provaggi e Lucia Venuti, da Paola Giardinio (già presidente della facoltà di Ingegneria di Genova), da Elisabetta Rubini (nota, tra le altre cose, per essere legale della famiglia De Benedetti), da Flavio Venturini presidente di Banca del Monte di Parma (gruppo Intesa), da Anna Maria Chiodaroli, da Lorenzo Cuocolo professore di Diritto pubblico comparato all'Università di Genova ed ex consigliere Carige e da Massimo Pezzolo avvocato vicino alla famiglia Malacalza.

Ammontano, intanto, a circa 1,7 milioni gli emolumenti riconosciuti all'ad uscente Montani per il 2015. La remunerazione è composta di una parte fissa da 1,25 milioni mentre 473 mila euro è il controvalore degli strumenti finanziari assegnati al manager come incentivo. Montani risulta anche titolare di 200mila azioni Carige. Al presidente Cesare Castelbarco Albani è stata riconosciuta invece un compenso di 730mila euro e al vicepresidente Alessandro Repetto di 370mila euro.