Manutencoop dice addio alla Lega

Il presidente Levorato punta il dito contro il sistema: troppe le divergenze di vedute

Strappo storico nel mondo delle cooperative: Manutencoop, la terza mutua italiana per dimensione, ha stracciato l'iscrizione alla Legacoop. È un addio che fa rumore quello deciso ieri dall'assemblea della cooperativa che lo stesso presidente Claudio Levorato ha motivato con una profonda e storica divergenza di vedute rispetto alle coop rosse che ruotano a monte di Unipol. Manutencoop è la holding di controllo di Manutencoop Facility Management, questa volta una spa da quasi un miliardo di fatturato che con i suoi oltre 16mila addetti è il primo operatore italiano e tra i principali in Europa nei servizi integrati per gli immobili: dalle pulizie alla sterilizzazione dei ferri chirurgici negli ospedali.

Il recesso da Legacoop sarà «esercitato nei termini previsti dallo statuto della cooperativa, da quello di Legacoop e dalle normative in materia», si legge in un comunicato. Ma è stato lo stesso Levorato, che in passato si era scontrato anche con il presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, a ripercorrere in assemblea il solco che lo separa dalla Lega: dall'ideazione dello schema eterodosso holding cooperativa-spa operativa all'apertura del suo capitale al private equity (da 21 Investimenti a Mp Venture fino a Finint). Azionisti di minoranza (33%) poi usciti lo scorso anno con il riassetto, imperniato su un bond da 360 milioni, che ha riportato l'intero capitale della società nelle mani della holding proprio mentre il gruppo era nel mirino dell'Antitrust. Bond resosi necessario, avrebbe stigmatizzato lo stesso Levorato, per mancanza di soccorsi da parte di altri soci della Lega. Colpevole - avrebbe alzato il tiro il presidente di Manutencoop - anche di non aver fornito indicazioni strategiche di lungo periodo per aiutare il settore a superare la recessione.

Solo poche settimane fa Manutencoop Facility Management ha peraltro deciso anche di cambiare nome per diventare «Rekeep». Insomma nel ripensare il brand era già stato cancellato ogni riferimento alle mutue anche perché il gruppo mantiene un interesse verso una quotazione in Borsa sebbene, viste le attuali condizioni dei listini, non risultino piani nel breve termine.

In sintesi Levorato se ne va sbattendo la porta, creando una scossa nell'universo coop paragonabile per magnitudo, fatte le debite proporzioni, a quella che diede la Fca di Sergio Marchionne quando nel 2012 lasciò Confindustria. Decisione peraltro presa poche settimane fa anche dalla Luxottica di Leonardo Del Vecchio, ormai proiettata verso le nozze con i francesi di Essilor.

Tanto che la Legacoop bolognese avrebbe alzato la guardia e deciso di convocare per domani una rione di vertice. L'assemblea di Manuntencoop ha poi approvato il bilancio 2017 (risultato netto da 107,6 milioni) e un ristorno per i soci pari a 3,7 milioni.

Commenti

cgf

Dom, 27/05/2018 - 17:47

Chissà però se in futuro mi capiterà di leggere, NB in una planimetria di un ospedale che verrà costruito solo 5 anni dopo, 'locali manutencoop' in ogni reparto? Successivamente l'ospedale è stato reso funzionante, Matuencoop vi opera regolarmente, ma...