Mediaset-Vivendi, il tribunale prende tempo

La sentenza sul voto dei francesi attesa prima dell'assemblea di mercoledì

Bisogna attendere per sapere se Vivendi potrà votare all'assemblea di Mediaset di mercoledì prossimo. A Milano il giudice, Amina Simonetti, si è riservata di decidere sul ricorso d'urgenza presentato dai francesi per garantirsi la possibilità di partecipare, votando, con quota pari al 9,99% del capitale, all'assemblea. Il tribunale dovrebbe decidere tra lunedì o martedi. In ogni caso l'assemblea si svolgerà lo stesso e, se il verdetto non sarà arrivato, sarà lo stesso cda di Mediaset a decidere se ammettere o no i francesi al voto per approvare la fusione tra il gruppo italiano e la sua controllata iberica per far nascere la holding di diritto olandese Mfe.

Si sa che Vivendi non è favorevole all'operazione che, a suo dire, indebolisce la posizione degli azionisti di minoranza. Secondo alcuni calcoli Fininvest che già possiede il pacchetto di maggioranza di Mediaset con il 44%, dopo l'operazione avrebbe il 47,8%. Difficile comunque che Vivendi possa con il suo 9,9% fermare l'operazione perchè avrebbe bisogno di raccogliere voti contrari per almeno un altro 10% (serve un terzo del capitale). In ogni caso anche se l'operazione olandese dovesse saltare tra due anni Fininvest per effetto della maggiorazione del voto prevista dallo statuto e approvata nell'ultima assemblea di aprile deterrebbe il 52,1%. Vivendi, oltre al pacchetto diretto, dispone di un altro 19,2%, conferito a Simon Fiduciaria per ottemperare alle disposizioni dell'Agcom dato che i francesi sono i primi azionisti di Tim con il 23,9%.

Su questa seconda tranche con due distinti provvedimenti della magistratura, una sentenza ha dichiarato l'impossibilità di partecipare e votare in assemblea. Lo stesso potrebbe valere anche per il pacchetto detenuto direttamente ma in occasione dell'assemblea del 18 aprile scorso il cda Mediaset ha consentito a Vivendi di partecipare ai lavori, ma senza la facoltà di votare. Decisione che è alla base di un ulteriore ricorso in tribunale con i francesi che, proprio per il divieto di potersi esprimere con il voto, hanno chiesto l'annullamento di quanto deliberato in quell'occasione compresa l'introduzione del voto plurimo che di fatto rafforza la presa di Fininvest su Mediaset, che ieri è scesa in Borsa dell'1,5% mantenendo comunque un valore superiore al diritto di recesso.