Mercati che fare

Tutto come previsto. La scorsa settimana in questa rubrica ci siamo posti il dubbio di come le raccolte eccezionali del risparmio gestito dello scorso anno, fossero più figlie degli andamenti di mercato e del violento ribasso dei tassi dei titoli di stato che di una strategia legata alla pianificazione finanziaria. La conferma che questo sia vero arriva dai primi numeri del 2016. I fondi obbligazionari, infatti, chiudono gennaio con un saldo negativo di 1,85 miliardi, a dimostrazione che forse il timing di utilizzo di questi prodotti da parte dell'industria specializzata non è stato ideale. Fa, poi, riflettere l'exploit dei fondi monetari con una raccolta di 1,75 miliardi, a testimonianza che l'incertezza comincia a congelare le scelte dei risparmiatori e di chi li consiglia. Bisognerebbe chiedersi, però, che tipo di risultato potranno mai fornire i monetari con i tassi praticamente negativi? Restano in attivo, come raccolta, sia i fondi flessibili sia gli azionari, ma la prova del nove sarà questo mese.Intanto, il 17 febbraio Matteo Colafrancesco, presidente di Assoreti ha presentato alla Camera dei deputati i numeri dell'Associazione che rappresenta, quella delle reti di Consulenti Finanziari. Queste curano il risparmio di quasi 3,7 milioni di italiani per 434 miliardi di euro, circa l'11% delle attività finanziarie delle famiglie di casa nostra, numeri in decisa crescita. È interessante, però, verificare come la composizione macro del portafoglio gestito dalle reti sia molto più diversificata rispetto a quelli tradizionalmente gestiti dal sistema bancario. Un dato su tutti? I numeri della liquidità: gli italiani nel loro complesso gestiscono in questo settore circa il 33% delle loro masse, quelli gestiti dai consulenti, invece, solo l'11%, una differenza che forse testimonia la capacità di saper orientare meglio le scelte dei risparmiatori. Di questo si parlerà nella trasmissione Mercati Che Fare in onda domenica alle 22.00 su TgCom24.leopoldo.gasbarro@me.com