Monte Paschi si prepara alle nozze

L'assemblea del Monte Paschi (-2,3% a 0,6 euro ieri in Bprsa) prepara Rocca Salimbeni alle nozze, sollecitate anche dalla Bce. Un matrimonio che rafforzerà il gruppo, rimescolando tuttavia, di nuovo, le carte in tavola per Siena e il Pd locale. Del futuro padrone di casa non si hanno ancora notizie, ma l'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti convocata oggi, domani e giovedì 16 aprile (rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione), predisporrà gli ultimi passi verso l'inevitabile aggregazione. Gli azionisti sono infatti chiamati ad approvare il bilancio 2014 chiuso con una perdita monstre da 5,3 miliardi dopo una violenta pulizia di bilancio, a eleggere il nuovo vertice e a dare il via libera al maxi-aumento di capitale da tre miliardi necessario a colmare il deficit emerso dagli stress test dello scorso autunno.

È probabile la vittoria della lista presentata da Fondazione Mps e dai suoi alleati sudamericani Fintech e Btg Pactual e, conseguentemente, di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola al vertice del gruppo. In cda aumenteranno poi i consiglieri provenienti dalla lista di Axa su cui potrebbero convergere i fondi e saranno presenti anche i consiglieri di Millenium partecipazioni di Alessandro Falciai. Ma sarà una soluzione provvisoria in attesa della maxi-ricapitalizzazione. Profumo lo ha già dichiarato: «Finito l'aumento di capitale, ritengo concluso il mio compito».

Il punto di svolta sarà la ricapitalizzazione attesa tra fine maggio e inizio giugno. Innanzitutto non è scontata la partecipazione degli attuali azionisti del gruppo, a cominciare dalla omonima Fondazione, piuttosto cauta, mentre Axa finora è apparsa convinta ad aprire il portafogli. Chiuso l'aumento, poi entrerà il Tesoro con il 4% del capitale, come conseguenza della conversione dei Monti bond e, a quel punto, l'aggregazione diventerà d'attualità. Gli occhi restano puntati su Ubi Banca, ma si guarda anche a colossi esteri come Bnp Paribas e Santander.