Per Montepaschi buco da 3,2 miliardi

Monte Paschi utilizza le maniere forti per fare piazza pulita delle casse di esplosivo lasciate dalla passata gestione e chiude lo scorso anno con una perdita monstre di 3,17 miliardi. Il buco, decisamente più profondo di quanto si aspettasse il mercato (2,3 miliardi), è stato scavato dalle svalutazioni ordinate da Bankitalia: in tutto 2,67 miliardi, di cui 1,37 miliardi nel solo quarto trimestre. In due anni il gruppo di Rocca Salimbeni ha accumulato un rosso complessivo di 6,9 miliardi.
Quello del 2012 è stato un «bilancio di svolta», per un istituto «molto diverso dal recente passato», ha rimarcato l'amministratore delegato Fabrizio Viola aprendo l'incontro con gli analisti: senza la maxi-pulizia, la perdita si sarebbe fermata a 1,46 miliardi. La «bonifica» dei crediti deteriorati è costata 2,67 miliardi (1,29 nel 2011), cui sommare 222 milioni assorbiti dalle attività finanziarie. La copertura sui non performing loans si avvicina ora al 58%.
La banca senese riparte da qui, senza altra polvere sotto ai tappeti e puntellata dai 4 miliardi versati dal Tesoro con i Monti-bond che riportano il Core Tier One proforma all'11,3% dall'8,9% «reale»: «Abbiamo completato l'audit interno. Oggi il portafoglio finanziario è quello che risulta da bilancio», ha assicurato Viola. Nella pancia del Monte ci sono titoli e derivati per 38,4 miliardi, di cui 26,4 miliardi è l'esposizione verso Bot e Btp, e 5,2 miliardi quella verso bond societari.
Ma a essere da tempo al capolinea appare l'intero sistema-Siena imperniato da sempre sulla «sua» banca e sulla Fondazione Mps che la controlla. Sempre ieri, poche ore prima del bilancio del Monte, l'ultimo affondo della Corte dei Conti: i magistrati hanno riscontrato «gravi irregolarità» nel consuntivo 2011 del Comune di Siena, che a sua volta nomina la maggioranza relativa della Deputazione di Palazzo Sansedoni. Senza correttivi per evitare il «dissesto», aggiunge la Corte dei Conti, la città del Palio potrebbe vedere saltare anche l'appuntamento elettorale e restare nelle mani del commissario. La strada di Viola e del presidente Alessandro Profumo per risollevare Monte Paschi è comunque accidentata. Nel 2012, quando ancora non era esploso lo scandalo derivati che vede tra gli indagati l'ex presidente Giuseppe Mussari e che ha portato in carcere l'ex capo della Finanza Gianluca Baldassarri, la raccolta del Monte è calata del 9,3% sul base annua e del 3,2% rispetto a settembre; mentre gli impieghi si sono fermati a 142 miliardi (-1,6% e -2,3% nel trimestre) frenati dalla «particolare attenzione del gruppo» nella selezione degli impieghi».
Allo stesso modo hanno sofferto i ricavi, scesi del 6,2% a 5 miliardi a fronte di un calo del 18,1% del margine di interesse, mentre una mano è arrivata dall'attività di trading, che ha chiuso con un utile di 454 milioni. Un altro dispiacere è però stato riservato dal portafoglio delle partecipazioni, dove c'è la Popolare di Spoleto (39 milioni), Sansedoni (10 milioni), Mps Ventures (5 milioni).
Viola ha comunque sottolineato come la banca sia in netto anticipo rispetto al piano industriale al 2015 nella razionalizzazione della rete: 100 sportelli saranno chiusi questo mese e altri 200 entro fine anno. Gli oneri una tantum per accompagnare gli esuberi sul fondo del settore sono stati 311 milioni.