Moretti: «Entro due anni la svolta di Finmeccanica»

Previsti 150 milioni di risparmi. L'ad sicuro: «Entro pochi mesi sceglieremo un partner per Drs». Tempi stretti per Ansaldo. Bene il titolo in Borsa (+2,3%)

Tagli alle spese, riorganizzazione, più efficienza. Nuovo perimetro concentrato sui business redditizi, e quindi cessioni e ricerca di partner. Slancio commerciale sui mercati internazionali. Qualche acquisizione mirata. Una crescita di redditività che permetterà nuovi investimenti. La nuova Finmeccanica, quella guidata da Mauro Moretti, è disegnata nel piano industriale approvato martedì dal cda e illustrato ieri alla comunità finanziaria a Londra. Il piano copre l'arco di un quinquennio, fino al 2019, ma una svolta profonda si vedrà già nei prossimi 2-3 anni. In ogni caso, in soli 8 mesi di nuova gestione è evidente la strada del cambiamento intrapresa. «È un piano serio che ridarà competitività internazionale al gruppo e valore agli azionisti» ha detto Moretti. Intanto il titolo Finmeccanica volava alla Borsa di Milano: in chiusura si è fermato a 9,24 euro (9,44 il massimo della giornata), in crescita del 2,38%, mentre l'indice principale di Piazza Affari ha segnato -0,81%.

Ma già entro quest'anno Finmeccanica sarà una realtà diversa dal passato, ovvero un'unica società con divisioni integrate. Le società operative diventeranno divisioni, e tutte le attività saranno riunite sotto il cappello della holding. Semplificazione e snellezza decisionale, dunque, e forte presa diretta di Moretti sull'universo aziendale. I core business saranno aerospazio, difesa e sicurezza; l'ad ha spiegato che in passato il gruppo era «troppo diversificato, con troppi prodotti». I 5 pilastri su cui si fonda il piano sono: meno attività, joint venture selezionate, meno prodotti, più presenza internazionale, nuovo modello operativo. A fine piano, i risparmi totali saranno di 150 milioni, ma Moretti ha respinto l'idea di essere solo un «tagliacosti»: l'obiettivo è lo sviluppo.

La razionalizzazione passa anche attraverso le cessioni («ma non abbiamo fretta, abbiamo liquidità»); quella dell'area trasporti, AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, è ormai «verso la conslusione». Moretti sembra tenere sulla corda i giapponesi di Hitachi e i cinesi di Insigma, per ottenere il massimo; e ha ricordato la «forzature importante» di aver inserito nel perimetro della cessione «attività prima escluse» come lo stabilimento di Reggio Calabria di AnsaldoBreda.

Altro fronte è l'americana Drs Technologies, la più grossa acquisizione e la più grande delusione di Finmeccanica. «Finmeccanica vuole rafforzare la società, anche attraverso un partner, per ripartire con la crescita». Per Drs sono in corso «valutazioni di possibili opzioni strategioche e una revisione ulteriore del portafoglio prodotti». I problemi sono così sintetizzati dal piano: «Difficoltà nel gestire la società nel mercato statunitense della Difesa; la continua riduzione dei volumi di business (-50% dal 2009), dovuti anche alla riduzione del budget Usa della Difesa; un portafoglio prodotti troppo diversificato; le poche sinergie con Selex Es». Intanto, entro marzo, saranno vendute due società minori di Drs; poi, entro pochi mesi, la scelta di un partner industriale o finanziario.

In vendita Fata, impianti industriali, mentre è in discussione la joint venture con la russa Sukhoi per il Superjet 100, che non ha dato i ritorni sperati.