Mps, adesioni a conversione bond superiori a 1 miliardo

Chiusa l'offerta per trasformare i subordinati in capitale per l'aumento da 5 miliardi

Buone notizie per il Monte dei Paschi di Siena. Il primo tassello per il salvataggio è andato a buon fine: la conversione in azioni Mps di 10 bond alla scadenza delle 16 di venerdì ha superato - su un ammontare complessivo degli strumenti oggetto dell’offerta pari a quasi 4,3 miliardi - la soglia minima che si era prefissato l’istituto: un miliardo di euro. I dati definitivi saranno resi noti lunedì prossimo, quando "tutte le adesioni ricevute entro il periodo di adesione saranno state processate, nei tempi tecnici del caso".

L’operazione era uno dei tre pilastri su cui ruota l’intera impalcatura del piano elaborato da Jp Morgan e Mediobanca e affidato all’amministratore delegato Marco Morelli per mettere in sicurezza la banca più antica del mondo. Il buon esito della conversione schiude le porte anche per far andare al posto giusto il secondo tassello del progetto: l’ingresso di uno o più anchor investor. In prima fila c’è il fondo sovrano del Qatar (Qia) che, entro lunedì, potrebbe formalizzare un accordo, seppur non vincolante, mettendo sul piatto fino a un miliardo di euro. Sullo sfondo, la partecipazione di altri 3-4 primari investitori - si parla tra gli altri di Blackrock e Paulson - che potrebbero apportare tra i 150-250 milioni ciascuno.

Ma di tutto questo si parlerà in un cda che si riunirà martedì a Siena, dopo aver quindi verificato lunedì la reazione dei mercati al risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre: se tutto filerà liscio si potrebbe arrivare alla firma del contratto con il consorzio di banche e deliberare l’aumento di capitale (il terzo pilastro) in modo che possa chiudersi entro la fine dell’anno, rispettando in pieno la tabella di marcia studiata dal management della banca.

Il tutto sembra dunque scongiurare qualsiasi ipotesi di bail in e di un intervento dello Stato, che non è affatto "all’ordine del giorno", come ha dichiarato il sottosegretario al ministero dell’Economia, Paola De Micheli. Un altro segnale di fiducia, del resto, era arrivato dal socio e storico partner Axa, che alla vigilia aveva rinnovato per altri dieci anni, fino al 2027, la partnership bancassicurativa sottoscritta nel 2007.