Mutui, boom nel 2015: +86%. Bene anche i prestiti alle imprese

I dati dell'Abi fotografano la ritrovata fiducia di famiglie e imprese rispetto al 2014

Dall'Abi arrivano segnali importanti sui mutui per l’acquisto di immobili. Si registra un vero e proprio boom nei primi 8 mesi del 2015: +86,1% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’ammontare complessivo delle erogazioni alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni - sottolinea l'associazione bancaria italiana - è stato pari a 28,920 miliardi di euro rispetto ai 15,543 miliardi del 2014. I mutui a tasso variabile sono il 48,3%. Ma ad agosto il tasso fisso rappresenta il 60% delle nuove erogazioni. Segnali incoraggianti anche per i finanziamenti alle imprese, con un aumento del 15,9% rispetto al 2014. Segno importante, questo, che testimonia la voglia degli imprenditori di uscire dalla crisi. Incremento molto significativo (+27,2%) per il credito al consumo.

Le cifre evidenziano che l'ammontare dei mutui quelli concessi nel 2015 è superiore anche al dato dello stesso periodo del 2013 (12,089 miliardi di euro) sia a quello del 2012 (13,924 miliardi di euro). Colpisce inoltre un altro dato: i mutui erogati nei primi 8 mesi del 2015 superano le erogazioni totali concesse in tutto il 2014 (25,283 miliardi di euro).

Famiglie e imprese tornano ad avere fiducia nel futuro. Ancora presto per parlare di ripresa piena. Ma sono segnali di cui il governo dovrà necessariamente tenere conto.

Commenti

giosafat

Mar, 29/09/2015 - 12:44

Lo dirà l'Abi ma qui, ricco nordest, il mercato immobiliare, da sempre in fermento, è praticamente morto, la disoccupazione, certificazione Istat della scorsa settimana, aumenta e le imprese, basta scorrere le prime pagine dei giornali locali, continuano a chiudere. Eppure tutti mostrano ritrovata fiducia....

Zizzigo

Mar, 29/09/2015 - 12:49

Qui si scrive di cifre senza senso... forniteci il numero dei mutui, non di sterili percentuali di denaro. E, per quanto riguarda il denaro prestato alle imprese, perlopiù sembrerebbe non trattarsi di incrementi di produzione (PIL), ma di debiti che si sommano ad altri debiti.