Negozio fisico e servizi al cliente: ecco l’e-commerce food del futuro

L’incontro di Retail Plaza by TuttoFood sul "Cibo: territorio, servizi ed innovazione" ha analizzato scenari e trasformazioni del retail per il settore agroalimentare

TuttoFood conferma l’ attenzione verso il mondo retail dell’agroalimentare e rafforza il proprio impegno a sostenere in maniera continuativa gli operatori, nei due anni tra un’edizione e la successiva, per cogliere le più interessanti opportunità di business nel settore. L’ultima iniziativa è stata l’incontro di Retail Plaza by TuttoFood sul tema Cibo: territorio, servizi ed innovazione, organizzato da Fiera Milano e TuttoFood in collaborazione con Business International e LightUp! presso alla Cariplo Factory di Milano.

Con un focus sul tema delle nuove propensioni di acquisto da parte dei consumatori di prodotti agroalimentari: non sono più infatti solo i “nativi digitali” a comprare online ma anche gli “anta”. Clienti informati e consapevoli che apprezzano l’innovazione quando non è a sé stante, ma porta comodità e servizio. E che guardano ad altri fattori oltre al prezzo e non dimenticano il negozio fisico, magari integrato con soluzioni online. Sono solo alcuni degli spunti emersi da Retail Plaza by TuttoFood. Nella presentazione con i dati di scenario, in particolare, Romolo de Camillis, responsabile gdo di Nielsen, ha evidenziato che il 28% delle famiglie italiane ha effettuato almeno una spesa alimentare online (6,9 milioni; +23%) e che la classe di età con il maggiore tasso di crescita (+28%) sono i baby boomers, oltre metà dei quali (53%) acquista oggi cibo online. Quali le motivazioni di acquisto? Vicinanza e velocità insieme con facilità ed efficienza sono i principali driver, mentre i nuovi prodotti vengono scelti principalmente per comodità (22%) o perché “semplificano la vita” (19%). Da notare infine che il negozio fisico rimane fondamentale: vengono effettuate in-store il 63% delle scelte di prodotto e il 67% di quelle di brand.

Hanno approfondito le implicazioni di questi dati, in termini di territorio e servizio: Massimo Baggi, marketing manager di Finiper; Andrea Casalini, ceo di Eataly Net; Simone Gerola, direttore digital di Coop Italia - Easy Coop; Milvia Panico, direttore relazioni esterne di Metro; Davide Pellegrini, docente del Master in Retail and Brand Management dell’Università di Parma e presidente di Ubiq; Giulia Polci, senior business development manager di Amazon Prime Now; Giorgio Santambrogio, presidente di Adm (Associazione distribuzione moderna) e ceo del Gruppo VéGé.

“In Italia abbiamo cominciato a consegnare prodotti alimentari attraverso il servizio Prime Now nel 2015 a Milano – ha spiegato Giulia Polci – ed è stato subito un grande successo. Da un mese abbiamo aperto con lo stesso successo il servizio a Roma. Tra i prodotti più richiesti ci sono acqua, frutta e verdura, ma non mancano le curiosità. Lo scorso Natale abbiamo ricevuto alle 22.58 della vigilia una richiesta di consegna per 12 panettoni: in un’ora questo cliente ritardatario si era assicurato l’arrivo per mezzanotte!”

Ha aggiunto aggiunto Massimo Baggi: “Nell’attuale evoluzione la vera concorrenza alla grande distribuzione non sono più gli altri supermercati, ma il fuoriucasa e le nuove modalità di consegna, che ormai contano per il 40% circa. Per mantenere il vantaggio competitivo, il nostro iper sta cambiando e diventa un’autentica food arena dove il cliente può non solo acquistare, ma fare un esperienza col cibo. Ad esempio, abbiamo isole dove grigliamo la carne o il pesce da gustare al momento e siamo molto attenti ai prodotti del territorio: dalla pasta fresca nei suo luoghi tradizionali di produzione fino alla piadina in Romagna”.

“Abbiamo portato nella disintermediazione gli stessi valori che caratterizzano i nostri negozi fisici – ha sottolineato Simone Gerola – e i valori della tradizione, ad esempio promuovendo i prodotti a marchio Coop che rappresentano un 35-40% delle vendite. Ma siamo molto attenti anche al contenuto di servizio, ad esempio attraverso la scelta accurata dei partner. Nelle tre zone dove siamo attivi, Roma, Emilia e Veneto, mettiamo molta cura nella scelta e promozione di prodotti del territorio”.

“Per Eataly l’eCommerce è stato una sfida nella sfida – ha concluso Andrea Casalini – perché il nostro era già un modello di business molto innovativo, che quasi porta il territorio dentro il negozio con la sua selezione così particolare di prodotti. Anche per questo, il carrello-tipo degli acquisti in negozio non è molto diverso da quello online, ma cambiano le modalità. In negozio il cliente viene soprattutto per esplorare e scoprire nuovi prodotti, prodotti che poi magari acquista in quantità maggiori online valorizzando la comodità e la rapidità di questo canale”.

Per informazioni su TuttoFood che si terrà nel polo espositivo di Fiera Milano dal 6 al 9 maggio 2019: www.tuttofood.it, @TuttoFoodMilano.