Opa Sts, il Tar sconfessa la Consob

Accolta la richiesta di Hitachi di riportare a 9,5 euro il prezzo che era stato alzato a 9,8. Proroga al 4 marzo

Sofia FraschiniIl prezzo dell'Opa di Hitachi su Ansaldo Sts torna ai nastri di partenza. E va ai supplementari. A 24 ore dalla fine dell'offerta pubblica di acquisto sulla società del trasporto ferroviario di casa Finmeccanica, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dei giapponesi annullando il rialzo del prezzo deciso dalla Consob il 3 febbraio dopo il ricorso dei fondi azionisti (Amber Capital e Bluebell): un balzello di 0,399 euro; dagli iniziali 9,5 euro a 9,899 euro ad azione. E, in parallelo, la Consob ha deciso di estendere l'offerta fino al 4 marzo. Quanto alla decisione presa ieri dal giudice monocratico del Tar, non si tratta di un verdetto definitivo, ma da confermare il prossimo 15 marzo quando la sospensiva sarà esaminata in sede collegiale, per poi andare al merito. Tuttavia, questo primo round sferra un colpo a sfavore dei fondi azionisti (Amber col suo 2,3% ed Elliot che non ha consegnato il suo 20% in Opa), ma anche alla Commissione guidata da Giuseppe Vegas. Nel ricorso al Tar i giapponesi non si sono limitati a chiedere un intervento contro il provvedimento della commissione, ma hanno citato l'Authority per il risarcimento del danno «ingiustamente determinato» dalle sue decisioni accusando la Consob di «poca dimestichezza» con le prassi negoziali, dal momento che, a detta di Hitachi, confonde «valore e prezzo» dell'asset in questione. Un riferimento che riguarda quanto accertato dalla Consob che - con riferimento all'operazione che ha portato Finmeccanica a cedere a Hitachi il 40% di Ansaldo Sts e il ramo di azienda Ansaldo Breda aveva sostenuto l'esistenza di una collusione fra Hitachi e Finmeccanica, riconoscendo una valutazione più favorevole a Breda e una meno vantaggiosa per Sts. Ipotesi negata da Finmeccanica che da parte sua aveva dichiarato «di aver condotto un processo competitivo e trasparente».Quanto ad Amber, testa di serie dei fondi e dei soci di minoranza che puntavano dall'inizio ad un rialzo del prezzo d'Opa, ben superiore a quello deciso da Consob, ieri si è vista respingere, dallo stesso Tar, la richiesta di sospendere il periodo di offerta. Aspettando metà marzo che succede dunque in concreto all'Opa? Hitachi ha ora più tempo per convincere il mercato ad aderire e, a fine offerta, deciderà poi l'entità di un conto vincolato in cui trasferire il valore delle azioni consegnate (a ieri 5,58 milioni di titoli, pari al 4,65% del capitale) moltiplicate per 0,399 euro, il potenziale rialzo da applicare a ogni singolo titolo. Se poi in sede collegiale il Tar dovesse confermare la propria decisione, Hitachi si riprenderà quanto accantonato. Se invece ci fosse un ribaltone avrà già a disposizione la differenza da accordare a quegli azionisti. Difronte a tanta incertezza, qualcuno ricorda il caso dell'offerta su Camfin. In quell'occasione, il giudice monocratico accolse la richiesta di sospensiva di Lauro 61, il veicolo formato da Marco Tronchetti Provera, Clessidra e Unicredit per acquistare le quote Camfin dai Malacalza. Ma poi l'udienza collegiale, a marzo 2014, diede ragione alla Consob. Tanto che, anche sulla scia di quel caso, l'Autorità è pronta a difendere la delibera Ansaldo in tutte le sedi. Intanto ieri il titolo della società ferroviaria ha chiuso la seduta in Borsa in calo dello 0,45%, ma a 9,94 euro, sempre sopra il valore maggiorato che era stato deciso da Consob. Il mercato continua dunque a scommettere che la società sia da valorizzare.