Ora Varoufakis tira in ballo la Bce: «Ci deve aiutare»

Il ministro invoca la stessa flessibilità usata nel 2012 da Draghi. E non esclude uno stop alle promesse elettorali

nostro inviato a Cernobbio

«Pagheremo. Pagheremo tutto. E anche di più». Promesse da ministro delle Finanze. Greco. Promesse di Yanis Varoufakis che, sarà il microclima del lago, sarà la dolce bambagia romantica che arreda, da sempre, il Grand Hotel di Villa d'Este, ieri ha preferito non digrignare i denti, non lanciare anatemi, e risparmiare dalla ghigliottina molte teste. In buona sostanza un Varoufakis quasi irriconoscibile, che non ha fatto il minimo accenno a una possibile uscita, disordinata o no, della Grecia dall'Eurozona, ha preferito glissare sulla recente violenta polemica con il collega tedesco Wolfgang Schaeuble («Non aspettatevi una risposta ad una domanda così in un posto così bello») e, casual nel look e nell'espressione regalata a fotografi e giornalisti già in corridoio prima di entrare in sala stampa, ha voluto mettere subito un fermo paletto alla platea: «Risponderò solo a domande prettamente economiche».

Precisato ciò, via con le promesse: «La Grecia non sta cercando aiuto all'esterno, fa parte della Ue, che è una e indivisibile. Vedete - ha puntualizzato Varoufakis - nell'estate del 2012 la Bce ha usato la massima flessibilità incrementando il limite all'emissione di buoni del Tesoro. Ora siamo in una situazione analoga e sarebbe utile se la Bce mostrasse la stessa sensibilità di allora e auspicabile che il nostro governo non venga trattato diversamente da quello precedente. Penso che la Bce farà tutto il possibile per preservare l'indivisibilità dell'euro». I debiti e le scadenze?

«Noi, non solo vogliamo pagare tutto il nostro debito nominale ma vogliamo pagare anche di più se la Ue ci aiuterà a crescere, perché aiutarci a crescere vorrà dire incoraggiare gli investitori e avere l'Europa come partner». Da qui qualcosa di più dell'embrione di una proposta: «Bond indicizzati alla crescita greca per cambiare le regole introdotte nel 2010, non per infrangerle. Con la certezza di trovare un accordo prima del 20 aprile». In buona sostanza il programma tratteggiato da Varoufakis prevede di «far diventare l'Europa partner della crescita della Grecia attraverso uno swap dei nostri obblighi con obbligazioni indicizzate alla crescita». Altra promessa: «Siamo in grado di completare la revisione dell'accordo del 20 febbraio», ha precisato riferendosi alla data dell'Eurogruppo che ha concesso ad Atene una proroga di quattro mesi degli aiuti internazionali. «Ciò che propongo è una evoluzione multilaterale delle regole. La Grecia deve rimborsare il debito indipendentemente dalla crescita ma la capacità di pagare il debito dipende dalla capacità di crescere. In questo modo, i nostri partner potranno non solo ricevere il pagamento dovuto, ma anche un valore superiore. Duecentoquaranta miliardi dal 2010 sono troppi. Un problema di insolvenza è stato trattato come un problema di liquidità e così lo Stato greco ha ricevuto il prestito più grosso di sempre a patto di attuare politiche che hanno contratto il Pil nazionale». Infine, l'ultima proposta: «Siamo pronti, durante questi prossimi mesi di negoziati, a una sospensione temporanea delle promesse elettorali».