Pace fiscale, c'è accordo: le novità per "azzerare" le cartelle e sanare il nero

C'è l'accordo sulla pace fiscale: i contribuenti in regola con la dichiarazione dei redditi potranno "azzerare" le cartelle esattoriali e sanare il nero fino a 100mila euro

Alla fine è stato trovato l'accordo sulla pace fiscale e la sintesi tra le visioni discordanti di Lega e Cinque Stelle su uno dei punti del contratto di governo più cari al Carroccio. "Dopo averlo dimostrato sull'immigrazione e la sicurezza, anche su temi economici continuiamo a mantenere le promesse con gradualità e coraggio", ha esultato Matteo Salvini, "Fornero, flat tax, equitalia: anche su questi temi siamo il cambiamento". Il provvedimento sarà inserito nel decreto fiscale sul tavolo del Consiglio dei ministri odierno, ma già si conoscono alcuni dettagli su come sarà strutturato. "Ci siamo accordati sul fatto che per gli evasori ci sarà la galera", ha detto Luigi Di Maio, "Ci sarà la pace fiscale per aiutare chi non ce la fa con le cartelle Equitalia, ma non ci sarà nessun salvacondotto per chi evade"

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"Lo stralcio delle cartelle sotto i 1.000 euro è una semplice ripulitura - spiega il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa - ce lo ha chiesto il ministero e gli organi competenti, perché per loro le cartelle fino a 1.000 euro che risalgono a periodi datati hanno maggiori costi per tenerle nel sistema informatico rispetto a quanto si potrebbe incassare". Ma come funziona nella pratica? Innanzitutto bisognerà presentare una dichiarazione integrativa (come chiesto dalla Lega contro la proposta del M5s di inserire un ravvedimento) con la quale "sarà possibile integrare fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate con un tetto massimo di 100mila euro".

Per rottamare le cartelle pendenti (sotto i mille euro e precedenti al 2010) e sanare il pregresso - a percentuali variabili in base all'importo - il contribuente dovrà essere in regola con la dichiarazione dei redditi. Chi non ha presentato il 730, quindi, non portà chiedere nessuno sconto sulle sanzioni per gli importi non pagati fino ad un massimo di 100mila euro.

Per quanto riguarda l'aliquota, la bozza del decreto parla del 20% sul maggiore imponibile Irpef, dichiarato nei 5 anni precedenti. Si potrà qundi sanare il proprio debito pagando la metà del non dichiarato in cinque anni, senza sanzioni e interessi, in caso di vittoria al primo grado e pagando il 20% in caso di vittoria al secondo grado. Per il precontenzioso e il contenzioso sulle cartelle, inoltre, via sanzioni e interessi con la possibilità di pagamento dilazionato in 20 rate trimestrali, pari a 5 anni.

Commenti

morello

Lun, 15/10/2018 - 20:52

Condono era e condono rimane alla faccia di chi il prelievo lo ha alla fonte