Pace fiscale, ma non per tutti: ecco tutte le categorie escluse

I tributi coinvolti e le soglie ipotizzate dal governo: cosa c'è da valutare per conoscere la propria posizione

Pace fiscale sì, pace fiscale no. Il def è stato approvato dal Consiglio dei ministri ma ora la sfida si sposta sulla legge di Bilancio. Oltre ai soldi per la “quota 100” sulle pensioni, il governo dovrà trovare le risorse anche per la “pace fiscale”. Decidendo chi e come potrà ottenerla.

Secondo quanto scrive oggi il Sole24Ore, non sono tutte le categorie di lavoratori e imprenditori che potranno ottenere il via libera al patto col Fisco. Innanzitutto, dipenderà da quanto ci contesta il Fisco. Poi dallo stato del contenzioso, se già iniziato. E ancora la presenza dei debiti Iva e – spiega il Sole - “il raccordo con le rottamazioni delle cartelle già in corso”.

Ecco perché la data di oggi diventa allora fondamentale. Il governo Renzi aveva dato il via alla cosiddetta “rottamazione” delle cartelle esattoriali e sono diversi gli italiani che ora devono mettersi in paro con i pagamenti per poter sperare, in futuro, di chiedere la pace fiscale.

Resta da capire invece come sarà, e di che portata, l’eventuale pace fiscale per chi non ha alcuna rottamazione in corso. Per ora si sa poco. Ma ecco cosa c'è da sapere.

1) La cifra rischiesta dal fisco

Di certo c’è che la soglia non è più 100mila euro, ma 500mila come indicato nel Piano nazionale per le riforme. Il motivo? Gran parte (98%) dei 871 miliardi di tasse non riscosse sono in mano ai piccoli evasori, con cartelle inferiori ai 100mila euro. Peccato che di quella cifra enorme, secondo le Entrate lo Stato può sperare di recuperarne solo 50 miliardi. Che però sono al 70% in mano a evasori con cartelle superiori ai 500mila euro. Ecco perché la Lega vorrebbe alzare la soglia della pace fiscale a 1 milione di euro, per recuperare più risorse da spendere altrove. "Nell'attesa - spiega il Sole - i potenziali interessati possono iniziare a valutare la propria posizione, considerando che di solito la cifra limite include, oltre l' imposta, gli interessi e le sanzioni".

2) Pendenza di una lite con il Fisco

Il governo dovrà decidere quale sarà il limite massimo per poter aderire alla pace fiscale e ogni contribuente verrà valutato sommando tutte le cartelle pendenti o se queste verranno considerate in maniera separata.

3) Stato del contenzioso

Resta poi la questione dello stato del contenzioso: si parla di escludere quelle pendenti in Cassazione (in totale l'11% dei contenzioni aperti), considerando invece quelle con un procedimento in primo o secondo grado (ma c'è da capire a quali date il giudizio deve risultare pendente per accedere alla pace fiscale). Se dunque avete un processo in atto, c'è ancora da aspettare per sapere se converrà aderire alla sanatoria o arrivare fino in fondo al contenzioso.

4) Il tipo di tributo

Dipende anche dal tipo di tributo. Per l'Iva le regole Ue non permettono di fare una sanatoria vera e propria. Dunque chi ha cartelle esattoriali sull'Iva, e non su Ires o Irap, alla fine è probabile che pagherà di più rispetto ad altri. Non è poi ancora chiaro, scrive il Sole, se nella pace fiscale saranno compresi anche i debiti contributivi e quelli con gli enti locali (es: Tari). Per ora non ci sono novità, dunque chi ha in pancia queste cartelle dovrà sperare il governo decida di allargare le maglie della pace fiscale. Anche perché le cartelle verso i Comuni e quelle dei debiti contributivi valgono il 17% del totale delle cartelle.

Commenti

SpellStone

Lun, 01/10/2018 - 12:50

Caro Claudio un articolo "INCLUSIVO" e' fuori dalle possibilità di questo giornale... -- Per chi fosse smarrito sentendo il temine Inclusivo il significato e' questo.. Tu puoi spiegare a chi va una certa azione che se e' positiva e' contento... oppure dire chi e' escluso che quindi non la ricevera' (magari anche giustamente dipende) -- facciamo sempre articoli contro.. mi raccomando...

fenix1655

Lun, 01/10/2018 - 13:43

State parlando del nulla. Un paese che fa più di 100 miliardi di evasione fiscale (senza contare il fatturato della malavita organizzata, prostituzione ecc.) è costretto ad abolire il pagamento in contanti come sta per fare la Svezia. Soprattutto dopo aver constatato che viviamo di condoni continui e di totale inefficacia di qualsiasi lotta all'evasione fiscale. Anche a costo di agevolare il sistema bancario che è sicuramente più facilmente controllabile. Basta volerlo fare. Ma purtroppo nessun partito ha il coraggio della decisione perchè sarebbe impopolare e costerebbe voti. Anche il M5S che blatera onestà! onestà!

sergioxxxx

Lun, 01/10/2018 - 14:31

va beh, non è chiaro questo, non è chiaro quest'altro, il sole poteva fare un articolo sul circolo di bocce di pietralata! forse sarebbe stato piu' preciso! forse!

ultimo1234

Lun, 01/10/2018 - 17:41

in effetti se non si ha la certezza del provvedimento è la solita aria fritta di giornalisti allarmisti e faziosi.