La pace tra gestori spinge le tariffe tlc

Per il Codacons con le offerte di servizi aggiuntivi e più giga costi in aumento fino al 54%

La pace tariffaria scattata tra i principali operatori di telefonia mobile sta producendo gli effetti sperati da questi ultimi, ovviamente. Ossia un rincaro dei costi dei servizi mobili, ma anche per la telefonia fissa.

Già il mese scorso un sito specializzato, SosTariffe, aveva lanciato l'allarme sulla base di quanto comunicato sui siti ufficiali dei provider italiani interessati dagli aumenti, cioè Tim, Vodafone e Wind Tre. I rincari sono già iniziati a giugno e proseguiti nel mese di luglio. A seconda dei casi, in cambio dell'aumento di prezzo, i gestori offrono qualcosa in più: minuti illimitati gratis e pacchetti di gigabyte aggiuntivi da consumare in un mese. Il problema è che i ritocchi alle tariffe esistenti sono unilaterali e comunicati dalle compagnie telefoniche con queste modalità.

Per navigare dal proprio smartphone o tablet serviranno da 2 a 5 euro in più al mese, a seconda dei casi. Anche per i rincari che riguardano l'internet da rete mobile gli operatori hanno in programma di ricompensare i clienti con giga aggiuntivi, fino a 30 in più al mese. I provider sono tenuti a informare gli utenti con almeno 30 giorni di preavviso tramite apposito sms. Che spesso però non viene preso in considerazione. Secondo le associazioni dei consumatori le bollette telefoniche nell'ultimo anno sono cresciute con picchi fino al 54%.

A lanciare l'allarme su una nuova ondata di rincari per le tariffe è il Codacons, che già dallo scorso giugno sta segnalando gli aumenti dei prezzi applicati dalle compagnie. E, nelle ultime settimane, segnala l'associazione, gli utenti hanno ricevuto avvisi relativi a modifiche dei piani tariffari, «tutti ovviamente al rialzo», con costi che lievitano, a seconda dell'operatore e dell'offerta, tra i 2 e i 3 euro al mese. Secondo Carlo Rienzi presidente Codacons «si tratta di aumenti applicati con l'unico scopo di recuperare i minori introiti legati alle bollette a 28 giorni e compensare i rimborsi che le compagnie devono obbligatoriamente versare ai propri clienti». E proprio in tema di indennizzi per le bollette a 28 giorni, segnala Rienzi «gli operatori - spiega ancora Renzi- stanno ostacolandola corresponsione dei rimborsi, eludendo le disposizioni dell'Agcom e del Consiglio di Stato che stabiliscono che gli indennizzi devono essere versati in automatico e senza necessità di esplicita richiesta da parte degli utenti. Proprio su tale illecito abbiamo presentato una nuova denuncia all'Antitrust e all'Autorità per le comunicazioni chiedendo sanzioni pesanti».

I gestori, al posto di un rimborso in denaro, che in media sarebbe di circa 20 euro ad utente, possono anche offrire servizi extra, ossia ricariche o giga in più. Questa opzione sarebbe più conveniente per i clienti perchè offrirebbe un valore più elevato, in media circa 52 euro, rispetto al semplice rimborso monetario.