Parmalat, si va verso uno sconto su «Lag»

Assemblea ad alta tensione in casa Parmalat chiamata ieri ad approvare l'integrazione del collegio sindacale, ma non il bilancio 2012, ritirato a due ore dall'inizio dell'assise a causa della sentenza che ha imposto a Collecchio di restituire la Centrale del Latte al Comune di Roma. Un'annosa vicenda sulla quale Parmalat ha annunciato battaglia in tribunale, ma che non ha distratto i 221 azionisti presenti, pari all'88,21% del capitale, da un paio questioni che da settimane tengono alta l'attenzione di Consob e magistratura: il reale prezzo di Lag, la controllata Usa acquistata da Parmalat, e il parziale rinnovo del collegio sindacale.
Due punti in merito ai quali i fondi azionisti hanno espresso dure critiche all'operato del cda, sempre più isolato dopo le indagini avviate e la nomina di un commissario ad acta. Sulla prima questione sembra profilarsi uno sconto per Parmalat nella partita che riguarda la revisione del prezzo di acquisito di Lag. Secondo PricewaterhouseCoopers, infatti, è ipotizzabile una rettifica dell'ebitda 2012 di Lag di 3 milioni di dollari in meno (e di 13,3 milioni di investimenti in marketing). L'analisi - che apre a un maxi sconto di 144 milioni di dollari - è stata resa nota da Parmalat in un'integrazione al bilancio chiesta da Consob, in pressing per fare chiarezza su un'operazione sospettata di voler trasferire a Lactalis la liquidità accumulata dall'ex ad Enrico Bondi. L'ultima parola spetta ora al collegio di tre esperti nominati da Parmalat. Tuttavia, sul tema ieri non è mancata una dura critica da parte dei fondi Gamco, che hanno accusato Parmalat di aver valutato Lag 9,5 volte l'ebitda, «quando le azioni di Parmalat nello stesso arco temporale valevano 3,3 volte l'ebitda, a solo beneficio di Lactalis». Fidelity ha poi chiesto al cda «di continuare a collaborare con le autorità a tutela della società e delle minoranze». Serafico il presidente Franco Tatò: «Per Parmalat finirà benissimo».
Quanto alle nomine, l'assemblea ha eletto presidente del collegio sindacale Michele Rutigliano, Giulio Loli sindaco effettivo e Alberto Bestetti supplente. «Vi siete attaccati a un cavillo giuridico per non applicare il voto di lista e dare rappresentanza ai soci di minoranza», ha accusato Arturo di Talete di Corporate governance consulting. In scia il fondo Amber secondo cui «si sarebbero dovuti chiamare i soci a nominare in toto un nuovo collegio».