Petrolio, nel 2019 gli Usa ne produrranno più di Arabia Saudita e Russia

Il dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti prevede che nel 2019 la produzione petrolifera di Washington supererà sia quella dell’Arabia Saudita che quella della Russia. Intanto il prezzo del barile, alla borsa di New York, tocca quota 63 dollari

La quotazione del petrolio ha superato i 63 dollari al barile, il picco massimo dalla fine del 2014 alla borsa di New York. Come si spiega questo dato? A incidere è il rapporto mensile elaborato dall’Energy information administration (Eia) americana, che stima un sensibile aumento dei consumi di greggio e altri carburanti liquidi: + 2,4% al giorno per il 2018 e +2% nel 2019. Questo nonostante una domanda che è stata piatta negli ultimi anni e i prezzi in rialzo potrebbero frenare la domanda stessa. Nel rapporto, chiamato Short Term Energy Outlook, non mancano segnali negativi come una produzione Usa vista crescere a un record pari a 10,3 milioni di barili al giorno in media nel 2018, ossia 300.000 barili oltre i calcoli del mese scorso e l’11% al di sopra dei 9,3 milioni di barili al giorno stimati per il 2017.

Intanto il dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti prevede che nel 2019 la produzione petrolifera americana supererà sia quella dell’Arabia Saudita che quella della Russia. Secondo le previsioni, la produzione degli Stati Uniti dovrebbe raggiungere una produzione media di 10,8 milioni di barili al giorno nel 2019, con un picco di oltre 11 milioni di barili al giorno entro novembre dello stesso anno. Se queste previsioni si dovessero verificare, gli Stati Uniti diventerebbero il primo produttore di petrolio al mondo superando sia Riad che Mosca per la prima volta dal 1975.

Nel 2017 la Russia ha prodotto una media di quasi 11 milioni di barili al giorno, mentre l’Arabia Saudita ha attestato la propria produzione media a circa 10 milioni di barili. Entrambi i paesi, tuttavia, hanno concordato di rallentare la produzione al fine di aumentare i prezzi.

Commenti

Libertà75

Mer, 10/01/2018 - 11:33

tutti segnali che siamo molto vicini alla fusione nucleare e al superamento del petrolio

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ateius

Mer, 10/01/2018 - 11:56

intanto l'attuale aumento (oggi il Brent è 69$) favorisce le compagnie Usa di fracking che trovano nuovo ossigeno per continuare ad estrarre (faticosamente) ed evitare il falimento come successo in passato. e poi.. da mesi i paesi opec compresa la russia limitano la produzione per tentare di contrastare l'autosufficienza energetica americana..che arriverà. i Parassiti Secolari del Pianeta se ne faranno una ragione e finirano di tenere in scaco il Mondo come finora hanno fatto.

rokko

Mer, 10/01/2018 - 14:19

Quindi la strategia industriale degli Usa di Trump è buttarsi sulle materie prime, tipo il petrolio ?

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Quasar

Gio, 11/01/2018 - 07:08

Ma non dovremmo smetterla di bruciare combustibili fossili e smetterlavdi immettere CO2 nell'atmosfera terrestre. Il fracking fa danni enormi.

rokko

Gio, 11/01/2018 - 11:15

Quasar, con Trump alla guida degli Usa, probabilmente avremo anche le centrali elettriche a legna.