Pirelli, Rosneft investe 552 milioni

Due stabilimenti da cui escono 8 milioni di pezzi prodotti e il 4% del fatturato di gruppo. La Russia è importante per Pirelli: un mercato verso il quale, anche se dopo un inizio difficile, si stanno concentrando diverse strategie. Si spiega così l'atteso accordo siglato ieri con il colosso russo del gas Rosneft che ha modificato l'azionariato della multinazionale italiana entrando con il 13% del capitale.
L'ingresso dei russi avverrà tramite la società Long Term Investment Luxemburg che entrerà al 50% in Camfin, holding destinata ad avere come unico asset il 26,2% di Pirelli, con un esborso di 552,7 milioni. A «incassare» sono alcuni degli attuali soci di Camfin, che si allegeriscono, come le banche Intesa e Unicredit, o che escono del tutto, come il private equity Clessidra. Il rimanente 50% di Camfin resta comunque in mani italiane, in una «newco» che, al termine dell'operazione, sarà per il 76% di Nuove Partecipazioni (la società che direttamente o indirettamente fa capo per il 68% al presidente e ad di Pirelli Marco Tronchetti Provera) e per il 24% di Intesa e Unicredit, con quote paritetiche.
Inizialmente, quando il 17 marzo scorso era stato annunciato l'accordo, si prevedeva la creazione di una joint venture facente capo per il 50% ad una Newco (composta da Nuove partecipazioni all'80% e da Intesa e Unicredit ciascuna per il 10%) e per il 50% a Rosneft per detenere la partecipazione Pirelli posseduta da Camfin. L'ipotesi però è tramontata e non è stato costituito un nuovo veicolo. La titolarità della partecipazione in Pirelli resterà così a Camfin. Resta invece invariata a 12 euro per azione la valutazione dei titoli Pirelli posseduti da Camfin. Il fondo Clessidra di Claudio Sposito uscirà con circa 260 milioni, dopo averne investiti 150 meno di un anno fa.
I Russi avranno dunque una quota del 13% di Pirelli ma sulla governance della società non ci saranno modifiche: a Tronchetti restano i poteri di gestione, mentre i russi non avranno il controllo del cda. Rosneft, si è impegnato a mantenere la stessa struttura di investimento per i prossimi 5 anni. Le attività diverse da Pirelli, oggi detenute da Camfin (come l'immobiliare Prelios) non interessano ai russi e sono quindi destinati a finire sotto a una seconda newco, il cui azionariato rispecchierà quello della newco di Camfin.
Intanto sul fronte commerciale Pirelli e Rosneft hanno siglato due memorandum. Uno per l'apertura di 200 punti vendita Pirelli entro il 2019 nelle stazioni Rosneft e l'altro per la produzione di gomma sintetica. I due gruppi valuteranno inoltre la possibilità di proseguire l'iniziativa «Safe Road with Rosneft and Pirelli». Quanto alla gomma sintetica ci sarà anche quella prodotta con stirene-butadiene, un materiale ecologico utilizzato nella produzione di «pneumatici verdi» che ottimizza il consumo di carburante e l'aderenza, su sia fondo bagnato sia asciutto.