Poste in Borsa entro l'anno Corte dei conti in allerta

Nel mirino il costo dei dirigenti e il servizio All'ex Sarmi un «super-scivolo» da 7,8 milioni

La strategia di Poste Italiane non cambia: «Lavoriamo per raggiungere l'obiettivo di andare in Borsa nel 2015», conferma l'ad Francesco Caio, presentando a Torino il piano industriale al 2020. «L'azionista - ha aggiunto - ha indicato il 2015 come l'anno della privatizzazione. La tempistica resta decisione dell'azionista, noi come management stiamo lavorando in simbiosi con il ministero dell'Economia e delle Finanze. La privatizzazione è uno strumento per dare ai mercati la possibilità di partecipare al nostro piano di crescita».

Ma la Corte dei conti avverte: la prevista quotazione in Borsa, di Poste, presuppone un rafforzamento dell'azienda e rende per questo necessario «operare un rilancio dell'area dei servizi postali, contrastando il forte declino della corrispondenza tradizionale, il cui servizio dovrebbe comunque essere reso ai massimi livelli di efficienza, con interventi sui segmenti più promettenti quali il servizio di raccolta e consegna dei pacchi». Nella relazione sulla gestione finanziaria di Poste per l'esercizio 2013 i magistrati contabili puntano il dito anche sul «significativo incremento del costo del personale dirigente» che si attesta a complessivi 150,5 milioni, in crescita del 12,3% rispetto al 2012.

La Corte alza, infine, il velo sull'accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l'ex ad Massimo Sarmi che ha lasciato la società a maggio, sostituito da Caio, e ha chiuso il rapporto di lavoro con Poste Italiane al 31 luglio: quattro annualità a titolo di incentivo e un'altra come indennità per il mancato rinnovo del rapporto di amministrazione. Sarmi nel 2013 era il manager di Stato più pagato con uno stipendio lordo di 1,56 milioni.

Intanto, il piano va avanti e cambiano le regole del servizio universale della corrispondenza ci saranno due tariffe diverse per la posta ordinaria e quella straordinaria. La prima verrà consegnata fino a 4 giorni dall'invio; quella prioritaria il giorno dopo, ma con un costo del servizio maggiore. «Da alcune indagini effettuate è emerso che per più del 90% dei casi il cittadino chiede certezza di ricezione della posta e non solo velocità», afferma Caio, che punta a chiudere il nuovo contratto di programma tra marzo e aprile. Un altro punto chiave del programma è il programma wi-fi per gli uffici postali: l'obiettivo è coprire inizialmente le principali città (300 uffici entro giugno), per raggiungere 900 uffici per fine dicembre. La previsione è di coprire l'intero territorio entro i prossimi tre anni, realizzando la rete gratuita di wifi più estesa d'Italia. Il Piemonte sarà capofila del programma con 62 uffici postali entro l'anno dotati del servizio.