Poste, pieno di utili ma in Borsa va ko

La risalita dello spread penalizza la solvibilità di Poste Vita: il titolo perde il 5%

Poste Italiane chiude il semestre con un giro d'affari di 5,4 miliardi (-1,3% rispetto al primo semestre 2017) e un utile netto di 735 milioni (+44%). In calo del 5,9% i costi operativi (scesi a 4,4 miliardi). Confermati gli obiettivi del 2018 sia per il gruppo sia per tutti i segmenti con l'avvio delle principali iniziative del piano Deliver 2022. Nonostante i dati superiori alle attese, Poste ha scontato in Borsa l'incertezza dello scenario politico italiano. Il titolo in effetti ha chiuso in Piazza Affari a 7,54 euro, in calo del 5,2%.

Nel gruppo, controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti (con il 35% del capitale) e partecipato dal Tesoro (al 29%), è presente Poste Vita, tra i primi gruppi assicurativi del Paese che ha visto il suo margine di solvibilità precipitare, penalizzato dall'allargamento dello spread tra i titoli di stato tedeschi e italiani registrato già all'indomani delle elezioni politiche di marzo. A giugno l'indice Solvency II Ratio è sceso al 185% dal 284% del primo trimestre. Nella nota della semestrale la società precisa di aver attivato «meccanismi di adeguamento» per ridurre la sensibilità alle eventuali variazioni dello spread e più precisamente: «un aumento dello spread di 100 punti base risulterebbe in una riduzione del Solvency II ratio pari a 27 punti percentuali a fine giugno 2018 rispetto ad una riduzione di 60 punti percentuali a fine dicembre 2017».

A livello di business, il boom dello shopping on line e l'accordo con Amazon aiuta. Dall'attività originaria, Poste ha generato 1,76 miliardi di ricavi (-2,8%) con un risultato operativo a 184 milioni (+145%). Più in dettaglio i volumi dei pacchi b2c (quelli destinati ai privati) hanno registrato un aumento del 40 per cento. «Siamo efficienti e competitivi nell'e-commerce e offriamo una gamma di servizi per i clienti b2c che ha spinto Amazon a sceglierci come partner di lungo termine. Sono anche orgoglioso di aver stabilito una partnership con la FIT (Federazione Italiana Tabacchi) per favorire ulteriormente la penetrazione dell'e-commerce in Italia» ha commentato in merito l'ad Matteo Del Fante.

Nei servizi finanziari, la società ha registrato ricavi per 2,67 miliardi (-1,3%), un utile netto di 293 milioni (+25%). Il totale delle masse gestite a giugno ha poi raggiunto 510 miliardi, grazie a una raccolta netta di 4,4 miliardi nel semestre. «Abbiamo siglato accordi di distribuzione di fondi di investimento e di prestiti personali e mutui, con risultati positivi grazie alla presenza capillare degli uffici postali in tutte le città italiane» ha sottolineato il manager. Nell'ambito assicurativo Poste ha raggiunto 685 milioni di ricavi (-1,9%) e un utile netto di 251 milioni (+7,7%). Il gruppo infine si conferma come il maggiore operatore in Italia nel settore dei pagamenti (con un giro d'affari di 307 milioni, in aumento del 10%) grazie all'integrazione di canali di distribuzione fisici e digitali. In questo ambito ha appena lanciato una nuova modalità di pagamento che consente ai clienti che usano le app collegate al conto BancoPosta o alle carte di pagamento Postepay di eseguire operazioni appoggiando il dito allo smartphone.