Rcs, Bazoli lancia l'aumento «È necessario per il rilancio»

«Credo che ci sarà un aumento di capitale» e «sarà uno dei corollari dell'adozione del piano industriale», che sta mettendo a punto Pietro Scott Jovane. Il presidente di Intesa, per primo tra i grandi soci del patto di sindacato, ha ieri rotto gli indugi dichiarando che la ricapitalizzazione di Rcs è necessaria e avverrà presto.
E non si tratta di una presa di posizione marginale, perché il numero uno di Ca' de Sass (che nel patto Rcs rappresenta Mittel) è colui che salvò il Corriere della Sera dal naufragio del vecchio Banco Ambrosiano e da allora è considerato come una sorta di primus inter pares tra i soci del patto. «Jovane sta già lavorando in questo senso: ha già presentato le linee guida ma senza che queste si traducano in quantificazioni e determinazioni di quello che poi sarà l'aumento di capitale», ha aggiunto riferendosi agli esiti dell'assemblea di martedì scorso convocata in seguito alla maxiperdita semestrale che ha mangiato oltre un terzo del capitale.
Bazoli ha manifestato quello che il mercato ormai da tempo si aspettava. I soci sono stati già messi al corrente della circostanza e i più importanti (Rotelli, Mediobanca, Fiat e Della Valle gli altri) sanno già che si dovrà tirar fuori qualche decina di migliaia di euro nonostante in molti casi l'investimento sia in perdita. Ma la natura stessa del patto obbligherà gli azionisti all'esborso (che potrà essere più salato se qualcuno decidesse per l'esercizio parziale), anche quelli come Piazzetta Cuccia e le Generali per le quali non è la cifra in sé a essere un problema, ma piuttosto la permanenza in portafoglio di una partecipazione rilevante non strettamente legata al core business. In ogni caso, l'entità massima dovrebbe essere di 400-450 milioni e potrebbe scendere in caso di cessioni a prezzi monstre dell'immobile di Via Solferino e di Unidad Editorial. Tuttavia potrebbe essere chiesto un surplus di sforzo per il compimento del piano di digitalizzazione (stile Newsweek) che Jovane sta studiando con McKinsey, progetto che prevede inoltre esuberi e chiusura di alcuni periodici. Investire nel rilancio e sul focus multimediale non sarà una passeggiata. Il presidente di Rcs, Angelo Provasoli, ha comunque cercato di buttare acqua sul fuoco preannunciando tuttavia che l'aumento modificherà i «pesi» nel patto e fuori. «I soci sono molto coesi - ha dichiarato - e c'è un grande interessamento. Ci saranno, magari, dei cambiamenti negli assetti, ma non spetta a me fare previsioni».
La vera sorpresa è stata il rally di Rcs (+11,6% a 1,45 euro). Generalmente la certezza di un aumento produce un ribasso. Non è questo il caso: sia perché il flottante è ormai ridotto al 5,8% sia perché gli investitori raggruppati da Alessandro Proto hanno presentato a Benetton un'offerta da 3 euro ad azione per il 5,1% di Ponzano. La Consob, tuttavia, ieri ha ribadito che «è tutta da verificare l'esistenza» del contropatto di Proto sul 2,84%, perché non sono arrivate le informazioni richieste.