Risparmio, prevale ancora il pessimismo

Roma. La crisi è ancora parte integrante della vita degli italiani, l'86% la percepisce come grave e ritiene che durerà ancora per anni. La metà dei nostri connazionali si aspetta di tornare ai livelli pre-crisi soltanto dopo il 2021. È quanto emerge dall'indagine Acri-Ipsos sul risparmio degli italiani nella quale si mette in evidenza come solo il 51% degli intervistati si sia dichiarato soddisfatto della propria condizione economica (era il 55% nel 2015). Il generale clima di sfiducia si riverbera per la prima volta nei confronti dell'Unione europea (il 54% non ha fiducia), mentre diminuisce leggermente l'insoddisfazione verso l'euro (68% contro il 71 del 2015). Mostra elementi di criticità pure il sentiment nei confronti della tutela del risparmio (il 74% ritiene che norme e controlli non siano efficaci), anche per via di bail in e Brexit. Ecco perché la liquidità si conferma al primo posto delle preferenze (67%), mentre «chi investe lo fa solo con una parte minoritaria dei propri risparmi». Piccolo dato positivo: sale dal 25 al 30% la fiducia negli investimenti immobiliari.

GDeF