Lo scandalo Barclays travolge la City

Per l’istituto una maximulta da 360 milioni di euro. Altre banche sotto inchiesta per aver manipolato il tasso di riferimento "Libor". I titoli (-15%) a picco in Borsa

Le banche inglesi nella bufera. Lo scandalo dei tassi d’interesse taroccati che ha travolto Barclays, condannata a pagare una maximulta da 290 milioni di sterline (362 milioni di euro), potrebbe estendersi presto ad altri istituti finanziari della City, e ha suscitato la durissima reazione del mondo politico britannico.
L’accusa è grave: avere manipolato i tassi d’interesse interbancario per nascondere la reale posizione finanziaria della banca e, al contempo, per creare artificialmente profitti a vantaggio di questo o quel trader.

Nel mirino c’è il Libor - corrispettivo per la sterlina dell’Euribor -, cioè il tasso al quale le banche si prestano fondi a vicenda e che solitamente viene monitorato dalle autorità di vigilanza anche come metro di misura per valutare lo stato di tensione del mercato e indirettamente la percezione di solidità sugli istituti. Inoltre i tassi interbancari fanno anche da riferimento a quelli praticati sui prestiti alle imprese e sui mutui alle famiglie.

«L’intero gruppo dirigente deve rispondere a domande molto serie», ha dichiarato a caldo David Cameron. E questa volta alle parole è probabile che seguano misure severe. Una posizione condivisa dal cancelliere dello Scacchiere George Osborne, che, in una sessione parlamentare ad alta tensione, ha dato l’annuncio choc: ad essere sotto inchiesta per manipolazione di tassi di interesse chiave sono anche Hsbc e Royal Bank of Scotland, insieme con la banca svizzera Ubs e la banca americana Citigroup. «Lo scambio di mail tra i trader dei derivati e i responsabili del Libor sembra un epitaffio dell’era dell’irresponsabilità», ha detto. E il governo, ha proseguito, sta esaminando la possibilità di rafforzare il sistema di sanzioni penali nel caso la gestione dello scandalo lo richieda. «In questo caso - ha assicurato - lo faremo velocemente».

La Borsa di Londra ha reagito come c’era da aspettarsi:i titoli bancari sono andati in caduta libera, a cominciare da Barclays che ha perso il 16%, trascinando con sé Royal Bank of Scotland, Lloyds e Hsbc. Per Bob Diamond, il capo ultrapagato di Barclays, ora le dimissioni sono un’ipotesi sempre più probabile, anche perchè, come ha detto Martin Taylor, ex ad della banca dal 1994 al 1998, «è difficile credere che una pratica così comune non fosse nota ai vertici» dell’istituto. Diamond - che insieme ad altri tre manager ha dovuto rinunciare al bonus del 2012 - è stato intanto convocato dalla commissione parlamentare per il Tesoro.
Ma la bufera investe anche l’autorità competente, la Financial Services Authority, che ormai Londra intende smantellare nell’ambito di una riforma del sistema di vigilanza.

E i tabloid britannici si sono scatenati, primo fra tutti il Daily Mail che dipinge «trader avidi di bonus che si promettevano a vicenda bottiglie di champagne per truccare i dati che pesano su milioni di titolari di mutui e imprese».
In realtà, è difficile quantificare le distorsioni provocate dalle manipolazioni dei tassi interbancari in un mercato che ragiona in termini di migliaia di miliardi. Ma un buon numero di mutui casa certamente ne ha risentito.