Se i contribuenti sprecano più di un mese ogni anno per pagare tasse e imposte

Code agli sportelli, sedute dal commercialista o tempo perso per compilare moduli, registri e scartoffie varie

Tra le code agli sportelli, il tempo perso per recarsi dal commercialista o per compilare moduli, registri e scartoffie varie, al contribuente serve più di un mese all'anno per pagare le tasse. Proprio per questo la Cgia di Mestre "guarda con favore ai provvedimenti di semplificazione fiscale del governo", nella speranza che questi vadano effettivamente in porto e che non siano i soliti annunci del premier Matteo Renzi.

Non solo il tasso della pressione fiscale, ma anche per pagare le tasse l'Italia incassa un triste record a livello europeo. Il contribuente italiano perde, infatti, ben 33 giorni lavorativi per saldare tasse, imposte e balzelli. "In Europa - sottolinea l’associazione degli artigiani di Mestre - solo i portoghesi percorrono una corsa ad ostacoli più 'pesante' della nostra". Pur lodando i provvedimenti di semplificazione fiscale messi in campo quest’oggi dal governo Renzi, gli analisti della Cgia di Mestre ci tengono a precisare che non è tutto rose e fiori. L’estensione della fatturazione elettronica anche tra imprese private, per esempio, va sì nella direzione auspicata ma è necessario "evitare un aumento dei costi amministrativi a carico delle piccole imprese, assicurando a queste ultime non solo l’accesso alle piattaforme informatiche del ministero delle Finanze, ma anche la fornitura gratuita dei software per la gestione e la conservazione delle fatture".

Ritornando alle ore necessarie per pagare le tasse, la Cgia di Mestre ricorda che i dati della Banca Mondiale ci segnalano che il Paese più friendly è il Lussemburgo, con 55 ore all’anno. Seguono l’Irlanda, con 80 ore, L’Estonia, con 81 e la Finlandia con 93 giorni. Il dato medio dell’area dell’euro è pari a 165.