La sharing economy oggi vale tre miliardi e mezzo di euro del Pil

La ricerca è stata commissionata da PHD Italia al Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università degli Studi di Pavia

Tre miliardi e mezzo di euro. Tanto vale la sharing economy in Italia secondo la prima ricerca che quantifica l’impatto economico complessivo dell’economia collaborativa nel nostro Paese.

Car sharing, bike sharing, house sharing, sono solo tre degli infiniti esempi di economia collaborativa che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana, ma quanto vale in termini di PIL la sharing economy in Italia attualmente? E quanto varrà nei prossimi dieci anni?

A queste domande ha cercato di rispondere la ricerca commissionata da PHD Italia al Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università degli Studi di Pavia.

Secondo i dati di questo studio, in termini di PIL la sharing economy vale lo 0,2%, pari a circa tre miliardi e mezzo di euro. La cifra equivale al 10% circa delle risorse stanziate dalla legge di stabilità 2016.

A colpire, però, sono soprattutto le previsioni di crescita per i prossimi cinque e dieci anni che, a seconda degli scenari ipotizzati, arrivano a toccare cifre che variano dagli 8,8 ai 10,5 miliardi di euro (per il 2020) e dai 14,1 fino ai 25,2 miliardi di euro (per il 2025).

Premesso che sulla definizione stessa di sharing economy e su cosa debba comprendere il dibattito è ancora molto acceso, la ricerca segue l’approccio della Commissione europea che considera frutto dell’economia collaborativa le transazioni prodotte attraverso le piattaforme digitali con un modello di business basato sul noleggio o la condivisione di beni e servizi, allo scopo di ridurre il sotto-utilizzo e l’uso inefficiente degli stessi.

Per effettuare la ricerca è stato creato un modello economico ad hoc, battezzato Shaker (Sharing Key Economic Resources) attraverso la metodologia della System Dynamics, un approccio cognitivo che permette di interpretare e modellare qualunque fenomeno, economico così come fisico, sociale, psicologico, costruendo scenari.

"Quello della sharing economy – commenta Luciano Canova, docente di Economia comportamentale all’Università di Pavia - è sicuramente un tema caldo del dibattito scientifico, per l'importanza che riveste come trend dell'innovazione sociale e come possibile nuovo paradigma dei rapporti tra economia e società".

"Mancano ancora modelli di valutazione di impatto economico, per cui abbiamo provato a quantificare il peso economico dei settori coinvolti dall'economia collaborativa e a modellare l'evoluzione da qui a 10 anni del PIL, tenendo conto di alcune leve comportamentali e alcuni dati che riguardano appunto gli utenti dei servizi di sharing", commenta il professore, aggiungendo che "è il primo tentativo di stimare il valore economico dell'economia collaborativa in Italia e crediamo che la metodologia della dinamica dei sistemi sia uno strumento utilissimo per presentare scenari e prospettive da qui al 2025".

La dinamica dei sistemi studia il comportamento dei sistemi complessi nel corso del tempo, analizzando i meccanismi interni e i ritardi che influenzano il comportamento dell'intero sistema.

I modelli basati su questo approccio non sono di tipo previsionale ma sono un eccellente strumento di supporto alle decisioni poiché permettono di costruire scenari.