Fronte comune tra Confindustria e sindacati: "Serve cambio di passo"

Un documento congiunto mira a individuare le sfide che l'esecutivo non può tralasciare. Squinzi: "Remiamo nella stessa direzione"

La crescita del Paese sta a cuore ai sindacati. E pure alla Confindustria. Rappresentati di impresa e lavoratori hanno siglato congiuntamente un documento, su cui campeggiano le firme di Squinzi, come quelle dei leader di Cgil, Cisl e Uil, che presenta quelle che dovrebbero essere le priorità italiane per far fronte alle sfide che l'economia impone.

L'annuncio della firma congiunta arriva dal palco genovese della festa del Partito Democratico e ha il sapore di un "appello forte al governo", di un'indicazione della strada da percorrere per un esecutivo che Squinzi ritiene "l'unico possibile nel nostro Paese", ma che deve realizzare "i punti che abbiamo indicato".

I temi al centro del documento sono tanti e spaziano dalle politiche industriali alla digitalizzazione, per arrivare alle riforme istituzionali. Che sia necessario "cambiare passo" lo conferma anche il leader della Cgil, Susanna Camusso. Un segnale di come - lo ribadisce ancora il presidente di Confindustria - "siamo in una situazione tale che non possiamo che remare tutti nella stessa direzione".

Commenti

pasquale_tibur

Lun, 02/09/2013 - 18:28

Occorrono tagli netti ai privilegi, agli sprechi e ai costi eccessivi dell’apparato pubblico sproporzionato, per abbassare la pressione fiscale e rilanciare i consumi. Mettetevelo in testa! Altre strade servono a poco, specie se comportano una aggravio di spesa pubblica.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 02/09/2013 - 18:50

lo diceva maroni nel 1996, e gridavate allo scandalo, mafiosi comunisti! ora dicono che serve un cambio di passo! tardi... tremendamente tardi! per fare e per capire.....

paolonardi

Lun, 02/09/2013 - 22:08

@pasquale_tibur ha ragione al 1000/100, ma purtroppo non se ne farà di nulla. Chi ci ha provato si e' scontrato con un muro che quelle di Berlino, al confronto, era di carta velina. Occorrerebbe un direttivo del paese con degli attributi così, ma sarebbe messo da parte in cinque secondi. Specialmente i socialistoidi non hanno ancora capito che la ricchezza in mano ai private crea altra ricchezza; quella in mano allo stato viene sprecata distribuendola a pioggia in investimenti improduttivi. Basta guardare alle aziende nazionalizzate che sono un peso morto ed un pozzo senza fondo dove buttare denaro.

Marco bruno

Lun, 02/09/2013 - 22:21

Per ridurre le tasse, l'unica strada percorribile e' la riduzione delle spese, si potrebbe iniziare riducendo gli sprechi, invece si preferisce trovare mille scuse per "trovare la copertura" , vedi lotta al l'evasione fiscale, tasse sui servizi, rivalutazione catastale ecc. Il problema dei nostri politici e' solo quello di conservare tutto senza rinunciare a nulla, soprattutto se i tagli della spesa pubblica possono far perdere consensi elettorali

mifra77

Lun, 02/09/2013 - 22:51

Squinzi e Camusso; due treni che viaggiano a tutta velocità in direzione opposta. Hanno anche la sfacciataggine di firmare documenti congiunti che non servono a nessuno e non portano a niente. Industriali e sindacati fingono di contrastarsi e poi si trovano allo stesso tavolo di una qualsiasi festa rossa a sbafarsi a spese di volontari e volenterosi nostalgici militanti che hanno ancora l'assurda stupidità di continuare a credere e sperare che questi cambieranno qualcosa.

mamex

Mar, 03/09/2013 - 00:58

Sono degli ipocriti conniventi entrambi. Infatti dello sviluppo e del paese non glie frega niente! Entrambi combattono per i propri privilegi assurdi, benefit, denaro a pioggia e mungere ben bene le casse dello stato e dell'INPS. I comunisti con il suo sindacato , hanno demolito tutte le imprese grandi e piccole italiane, gli altri hanno sempre contato sugli aiuti e poco sulle capacità proprie. A giorni, ripeto a giorni chiuderanno una valanga di imprese oramai collassate da un fisco asfissiante. Cara signora camusso verremo a mangiare tutti a casa sua.

brunog

Mar, 03/09/2013 - 07:24

Se serve un cambiamento allora il sindacato va abolito, e' inutile. Il lavoro andava difeso e consservato quando c'era, adesso i buoi son scappati, peccato che tanti ingenui ancora diano credito a questi parassiti. Per merito o demerito sindacale quante aziende hanno chiuso e quante hanno aperto con l'eccezione della pubblica amministrazione. Con questa crisi il pozzo si e' asciugato e il governo non ha un centesimo.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 03/09/2013 - 08:12

Vino ed acqua non vanno dáccordo.Al diavolo i sindacati , non servono a niente , ci sono parassiti nella vita che possono anche servire , tipo funghi ed orchidee, ma nel regno animale sono solo succhiasangue e dannosi.