Squinzi a Letta: «Troppo caro tagliare del 40% i gas serra»

L'Italia sbaglia a farsi paladina della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. È con una lettera inviata al premier Enrico Letta, che il presidente di Confindustria ha espresso una «forte preoccupazione» per le decisioni che la Commissione europea si appresta ad adottare, in materia di obiettivi climatici ed energetici, il prossimo 22 gennaio. A innescare la reazione del leader degli industriali, il tentativo della Ue di aumentare al 2030 il taglio previsto per i gas serra portandolo dal 20 al 40 per cento.
«Riteniamo che la presa di posizione contenuta nella lettera congiunta inviata da alcuni ministri europei dell'Ambiente, tra i quali quello italiano, alla Commissione europea a sostegno di un ambizioso obiettivo vincolante di riduzione di emissioni di gas serra del 40% a livello domestico, non possa rappresentare la posizione del governo italiano», si legge nella missiva al primo ministro.
L'industria italiana, «in sintonia con l'industria europea», scrive Squinzi, è preoccupata perché i «nuovi ambiziosi obiettivi europei in materia di riduzione delle emissioni, sviluppo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica rischiano di penalizzare ulteriormente le imprese italiane, la cui competitività è già danneggiata dagli impatti diretti e indiretti del pacchetto di misure 20-20-20 (il taglio del 20% delle emissioni di gas serra entro il 2020 e l'aumento al 20% dello sviluppo delle fonti rinnovabili, ndr), a fronte della perdurante assenza di un accordo globale vincolante, che stabilisca condizioni paritarie tra le industrie concorrenti a livello internazionale».
Un impianto che a detta del leader degli industriali aumenterà i costi complessivi, anche in considerazione di «prezzi e costi dell'energia molto più elevati rispetto alle altre aree economiche del mondo».

Commenti

km_fbi

Ven, 17/01/2014 - 17:34

Bene Squinzi, continui così, occorre farsi sentire più spesso, parlando forte e chiaro, a tutti questi professionisti della politica che non hanno una minima idea del costo dei fattori della produzione,e di cosa significhino produttività e competizione... Credono ancora che i posti di lavoro si creino per decreto legge...