Squinzi si autocandida per il Sole

Sarà il nuovo presidente. E l'ad Treu cederà il timone

nostro inviato a Parma

La due giorni organizzata dal Centro Studi Confindustria iniziata ieri a Parma è stato l'ultimo grande appuntamento associativo pubblico per Giorgio Squinzi, che ieri sera si è alzato dalla poltrona di prima fila (oggi sarà sul palco per l'intervento conclusivo) come presidente uscente degli industriali. Pochi minuti dopo il termine del primo round del convegno organizzato nel grande padiglione della fiera, giusto il tempo dei saluti di rito, Squinzi ha dato il via libera al comunicato stampa che ha annunciato la sua auto-candidatura alla presidenza del Sole24Ore. Il patron della Mapei compare infatti in cima alla lista dell'azionista Confindustria per il rinnovo del cda del quotidiano di via Monterosa che sarà sul tavolo dell'assemblea del 29 aprile. Della lista fanno parte anche Luigi Abete, Mauro Chiassarini, Maria Carmela Colaiacovo, Nicolò Dubini, Marcella Panucci, Claudia Parzani, Carlo Pesenti, Livia Pomodoro, Cesare Puccioni e Carlo Robiglio. Oltre all'addio dell'attuale presidente Benito Benedini, è in uscita anche il capo azienda Donatella Treu. Con l'arrivo di Vincenzo Boccia al vertice dell'associazione, dunque, si rimescolano le carte anche nel quotidiano di riferimento degli industriali. In attesa di capire se a cambiare sarà anche la poltrona del direttore, oggi occupata da Roberto Napoletano che ieri era presente a Parma.

Intanto, un'indagine del Centro Studi presentata ieri conferma che fare impresa in Italia è sempre più difficile e i principali ostacoli sono: tasse, burocrazia, difficoltà di accesso al credito. Secondo la ricerca, la quota di lavoratori indipendenti sul totale degli occupati è del 24,9%, molto più alta rispetto alla media Ue, doppia rispetto a quella francese e tedesca. La crisi ha però «senza dubbio contribuito a ridurre la voglia di avviare nuove iniziative: il 78% degli imprenditori ritiene che rispetto al passato l'avvio di una nuova impresa sia più complicato». Gli italiani hanno comunque una buona percezione della figura dell'imprenditore (53%).

CC