Per lo sviluppo e la sicurezza l'industria punta sul 5G

Secondo una ricerca condotta su 800 manager il nuovo standard sarà un abilitatore chiave nei prossimi anni

Maddalena Camera

Rivoluzione 5G. Il nuovo standard per le telecomunicazioni mobili è molto atteso sopratutto dall'industria, che dalla trasformazione digitale otterrà nuove economie di scala. Ed è per questo che i gestori di tlc sono ansiosi di realizzare la rete soprattutto nelle città densamente popolate. Insomma videogiochi e film in mobilità, servizi dedicati agli utenti consumer, possono attendere. Tutto questo spiega una ricerca di Capgemini sui vantaggi del 5G nel settore industriale, condotta su 800 dirigenti di società dell'industria e su 150 manager del comparto delle telecomunicazioni in 12 paesi. Il risultato è che per tre dirigenti del comparto industriale su quattro, il 5G sarà «un abilitatore chiave» nei prossimi anni.

Il 5G, forse perché poco diffuso, è però preceduto dal «cloud» quale tecnologia abilitante preferita dai manager per lo sviluppo industriale, ma viene comunque prima di altre tecnologie innovative come l'automazione avanzata e l'intelligenza artificiale. L'adozione dovrebbe essere rapida. Il 75% delle imprese italiane prevede di utilizzare il 5G entro due anni dal lancio sul mercato. E il 35% accorcia l'orizzonte a un anno (la percentuale più alta tra i Paesi inclusi nello studio). «È molto più probabile - afferma Capgemini - che siano le industrie più grandi ad adottare per prime il 5G. Il 74% delle società con ricavi annui superiori ai 10 miliardi di dollari, infatti, prevedono di farlo entro i primi due anni, rispetto al 57% delle imprese con un fatturato compreso tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari. Tuttavia, saranno presenti diverse barriere di tipo normativo a seconda delle aree geografiche».

I motivi che spingeranno i dirigenti a puntare sul 5G sono soprattutto maggiore sicurezza delle operazioni (54%) e l'efficienza unita a minori costi (52%). Il 5G migliorerà lo sfruttamento dell'analisi dati in tempo reale, la videosorveglianza, il controllo da remoto della produzione distribuita, i movimenti abilitati dall' intelligenza artificiale (AI) o con controllo a distanza, le operazioni attraverso l'utilizzo di realtà aumentata e virtuale. Viste le capacità del nuovo standard mobile, non stupisce che Huawei, il maggior produttore al mondo di apparati di rete per questa tecnologia, sia molto osteggiata dagli Stati Uniti che temono per la sicurezza non solo delle reti di tlc ma anche degli impianti industriali e di tutto quello che il 5G potrà controllare da remoto. Intanto il governo cinese ha rilasciato le prime licenze commerciali 5G alle quattro principali società di tlc del paese puntualizzando che la rete sarà sviluppata anche da Nokia, Ericsson, Qualcomm e Intel. Oltre ovviamente a Huawei.