Tari, dove costa di più e dove si paga meno

La Tari ammonta mediamente a 300 euro l'anno. Il Trentino Alto Adige è la regione dove costa meno; stangata sulla Campania

Una media di 300 euro l'anno: a tanto ammonta, in Italia, la Tari, aumentata di un euro rispetto al 2018.

Un'indagine dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzaattiva ha fatto luce sul costo della tariffa rifiuti in tutte le province del nostro Paese, prendendo come riferimento una famiglia composta da tre persone e una casa di proprietà di 100 metri quadrati. Il dato base, come detto, è che gli italiani pagano in media 300 euro annui di tariffa rifiuti. Da qui, dando uno sguardo alla classifica delle regioni e delle città più care e più economiche, scopriamo come il Trentino Alto Adige sia la regione in cui la tariffa rifiuti costa meno, che ben 4 Comuni su 10 non hanno un'apposita carta dei servizi ma soprattutto che in quasi la metà delle 112 province italiane sono stati rilevati aumenti. Infatti, 51 province hanno dovuto far fronte a un incremento dei costi, mentre il valore della tariffa è diminuito in 34.

Le regioni e i capoluoghi più economici

La tariffa rifiuti meno cara si paga in Trentino Alto Adige, con 190 euro l'anno frutto però dell'aumento più elevato considerando tutte le altre regioni (+3,9%). La città più cara è invece Catania, con 504 euro l'anno, mentre Potenza si trova all'estremo opposto con 121 euro. Ma andiamo ancor più nello specifico, partendo a elencare le regioni in cui la Tari è diminuita nel corso dell'ultimo anno. Si parte con il Lazio, che può vantare un -2%, quindi proseguiamo con le Marche (-1,4%), l'Emilia Romagna (-0,8%), la Valle d'Aosta (-2,3%) e la Campania (-0,2%). Quest'ultima rimane comunque la più cara d'Italia con una media di 421 euro annui. I capoluoghi meno cari sono Potenza (121 euro), Udine (167), Belluno (168) e Pordenone (181).

Le regioni e i capoluoghi più cari

Al primo posto troviamo dunque la Campania, con 421 euro l'anno. A seguire, il secondo gradino del podio è occupato dalla Sicilia con 394 euro; terzo posto, invece, per la Puglia con 373 euro. Sul fronte capoluoghi, la classifica è dominata da Catania, con 504 euro, quindi Cagliai (490 euro), Trapani (475), Benevento (471) e Salerno (467).

La percezione dei cittadini aiuta a inquadrare meglio il fenomeno. Due italiani su tre, cioè il 68,2%, ritengono di pagare troppo. Solo il 28,2% pensa che la Tari sia adeguata al servizio offerto, con le maggiori punte di soddisfazione riscontrate nella provincia autonoma di Bolzano, Trento e in Lombardia. Per quanto riguarda invece le carte dei servizi, ovvero quei documenti nei quali le amministrazioni e le aziende mettono nero su bianco gli impegni presi con i cittadini, soltanto 6 Comuni su 10 possono dire di averle elaborate o rese disponibili. Anzi, un Comune su tre nemmeno spiega quale tipo di raccolta effettua, e solo la metà prende impegni sulla frequenza della raccolta.

Commenti
Ritratto di bimbo

bimbo

Mer, 20/11/2019 - 17:05

Proporrei di privatizzare dove non ci riescono, e cioè dal centro al sud. Shhhhhhh non ditelo a nessuno!

Cicaladorata

Mer, 20/11/2019 - 17:58

Quando calcolate la TARI vi dimenticate tutti e sempre di aggiungere il costo dei sacchetti di vari colori. Il costo del sacchetto è sempre in salita ed è una tassa in + in quanto spesa obbligatoria, altrimenti non viene ritirato il sacchetto. In Svizzera si paga il sacchetto e quella è la tassa, senza balzelli comunali o statali come la Tari.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 20/11/2019 - 20:22

Aspettando che i costruttori di caldaie aggiungano un dispositivo per alzare la temperatura temporaneamente a duemila gradi, giusto il tempo necessario per incinerire i rifiuti senza produrre fumi tossici, bensì recuperando il calore per il riscaldamento, se non per azionare un generatore di energia elettrica.