Telecomunicazioni, gli Usa sorpassano l'Europa. I casi di Verizon e Microsoft

Grandi manovre nell'universo delle telecomunicazioni con Verizon pronta a una superemissione da 49 miliardi di dollari per finanziare l'acquisto del 45% della quota in mano a Vodafone che sarà pagata 130 miliardi

Grandi manovre nell'universo delle telecomunicazioni con Verizon pronta a una superemissione da 49 miliardi di dollari per finanziare l'acquisto del 45% della quota in mano a Vodafone che sarà pagata 130 miliardi. Un'emissione record pronta ad oscurare quella da 17 miliardi lanciata da Apple nell'aprile scorso. Verizon - Vodafone è anche la maggiore operazione del settore dai tempi dell'acquisizione di Mannesman da parte della stessa Vodafone. Da quel momento la rivoluzione di tecnologie, regole e tendenze ha riportato gli Usa al vertice lasciando l'Europa al palo. Per capire cosa è accaduto bastano i numeri. Verizon infatti non farà fatica a coprire il suo maxi bond. Il colosso delle tlc offre infatti il suo bond con rendimenti del 2,25% più alti rispetto ai titoli di Usa americani con la medesima scadenza. E dunque i rendimenti saranno intorno al 5,4% per il bond a 10 anni e al 6,4 per quello a 30. Eppure Verizon, come Telecom, opera per lo più sul cosidetto «domestic market». Solo che negli Usa gli operatori mobili sono soltanto tre, per 250 milioni di clienti mentre in Italia sono quattro, per 60 milioni. Il risultato è che Verizon ha 100 milioni di clienti con un fatturato da 100 miliardi (di dollari). Ha anche 50 miliardi di dollari di debito ma un valore in Borsa doppio, pari cioè a 137 miliardi. Insomma il contrario di Telecom che capitalizza a Piazza Affari circa 10 miliardi ma ha un debito triplo, ossia 30 miliardi, oltretutto in euro. L'Europa dunque non ha saputo capitalizzare l'enorme spinta che alla fine degli anni '90 aveva dato la diffusione della telefonia mobile. 

Ora persino Vodafone, che pure a 300 milioni di clienti, potrebbe, secondo alcuni analisti, finire nell'orbita Usa perchè At&t, tornata leader della telefonia fissa Usa e seconda nel mobile, potrebbe arrivare a comprarsela. E questo anche perchè, secondo dati della Gsma association, in Europa la spesa mensile per utente è inferiore: 38 contro 69 dollari. Inoltre entro la fine del 2013, il 19% delle connessioni negli Stati Uniti avverranno su reti Lte di querta generazione, mentre in Europa la percentuale sarà inferiore al 2%. Senza contare che con il recente acquisto di Nokia da parte di Microsoft il vecchio continente perde l'ultimo dei suoi produttori di telefoni cellulari. Ora la partita si gioca sposta negli Usa dove Apple da tempo e ora anche Microsoft stanno creando un ecosistema con software, negozio (store) online e smartphone dedicato. Negli Usa c'è anche Google che, pur non puntando particolarmente sul suo «acquisto» in harware, ossia Motorola, dispone del più usato sistema operativo per smartphone, ossia Android. E dunque anche se tutto l'Harware degli smartphone (dall'iPhone ai Lumia di Nokia) è fatto in Cina, il «cuore», ossia il sistema operativo resta made in Usa. Come pure il trilliardo di transazioni, operazioni e applicazioni che transitano ogni giorno sulle reti fisse e mobili.