Tim e Vodafone si alleano sulle torri

Il big inglese porta i suoi asset in Inwit e ottiene il 37,5%. E Telecom taglia il debito

Dopo aver speso 2,5 miliardi per le frequenze dei cellulari 5G, Tim e Vodafone uniscono le forze per costruire, facendo sinergie, una rete comune dove far confluire le loro 22mila torri. In pratica si combineranno le torri di Inwit e Vodafone Tower, in una società creata ad hoc.

In seguito Inwit acquisirà una quota del 43,4% di questa società, a cui andranno 2,14 miliardi, e la successiva fusione per incorporazione. Con la fusione, Vodafone riceverà 360 milioni di azioni di nuova emissione che la porteranno ad avere una partecipazione del 37,5% nel capitale di Inwit, uguale a quella di Tim, che a sua volta si diluisce scendendo dall'attuale 60%. Le due società potranno in seguito far scendere ancora la loro partecipazione, nel tempo, fino al 25%, lasciando spazio a nuovi soci. Quanto alla governance, il cda della nuova entità sarà composto da 13 membri, 5 nominati da Tim, 5 da Vodafone e e rappresentanti delle minoranze, mentre il top management sarà nominato congiuntamente.

Inwit, che resterà quotata ma con un flottante più basso, godrà di diversi benefici e metterà in sicurezza, sotto contratto di servizio di lunga durata, oltre 700 milioni di ricavi. In pratica noleggerà l'infrastruttura a Tim e Vodafone che le forniranno l'80% del fatturato. Le sinergie supereranno i 200 milioni entro il 2026 mentre i ricavi per quella data toccheranno il miliardo di euro.

Per Tim l'effetto finanziario delle sinergie attese sarà dell'ordine di oltre 800 milioni, che si aggiungono a quelle stimate per la nuova Inwit mentre l'effetto di deleverage sull'indebitamento è atteso nel tempo in diminuzione di oltre 1,4 miliardi. Nell'accordo è prevista anche la realizzazione di circa 2mila nuovi siti, pronti a ospitare le antenne di Tim e Vodafone.

Per l'ad di Tim, Luigi Gubitosi, l'alleanza con Vodafone «permette di anticipare i tempi per la realizzazione della nuova rete 5G e di ridurre i costi del servizio». Inwit, ha tenuto a sottolineare Gubitosi, resterà quotata. Soddisfatto anche l'ad di Vodafone Italia Aldo Bisio. «Ci siamo divisi dieci regioni a testa per realizzare la rete, come se fosse un roaming nazionale». «Il previsto dividendo straordinario di Inwit- ha spiegato l'ad di Inwit Giovanni Ferigo- verrà distribuito ai soci solo successivamente al closing prevista per primo trimestre 2020».

Buona la giornata in Borsa Tim è salita del 4,05% recuperando livelli che non vedeva dallo scorso aprile, a quota 0,517 euro mentre Inwit, protagonista da inizio anno di un rally che ha fatto salire il titolo salire di oltre il 40%, ha chiuso a +3,81%. Ancora più brillante la performance di Vodafone alla borsa di Londra: le azioni dell'operatore telefonico sono salite del 10%.

Ma questa performance è dovuta a un altro annuncio del gigante inglese che, in parallelo all'operazione in Italia, ha fatto confluire le sue 61.700 torri europee in una società ad hoc. Si tratta del più grande conglomerato di torri tlc d'Europa, presente in 10 mercati con un margine operativo lordo (ebitda) potenziale di circa 900 milioni. La società sarà operativa da maggio 2020 con un team di gestione dedicato. Sono allo studio «una varietà di alternative di monetizzazione, da eseguire nei prossimi 18 mesi (a seconda delle condizioni di mercato), inclusa una potenziale Ipo» ovvero una quotazione in Borsa. Vodafone userà quei proventi per ridurre il debito.