Un'altra bocciatura per il governo: sospesa la riforma delle banche popolari

Sospesa la circolare di Bankitalia che permette la trasformazione delle banche popolari in società per azioni. Il Consiglio di Stato passa la palla alla Consulta

Un'altra bocciatura per il governo. Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso in attesa che si pronunci la Corte costituzionale la circolare di Bankitalia che attuava le misure decise dalla legge sulle banche popolari.

Il ricorso, accolto in parte, era stato presentato da alcuni soci contro le misure che permettevano la trasformazione delle banche popolari in società per azioni. Il Consiglio di Stato ha quindi rinviato "per l'ulteriore trattazione della presente fase cautelare incidentale ad una camera di consiglio da fissarsi all'esito della pronuncia della Corte costituzionale sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate con separata ordinanza", come si legge nell'ordinanza.

In particolare ci sarebbe una "questione di illegittimità costituzionale" sul tema del limite al rimborso per i soci delle popolari che abbiano esercitato il recesso nell'ambito della trasformazione in spa. Il consiglio di Stato, in sostanza, non ha ritenuto legittimo che la banca possa non dar corso, come indicava la legge sulle popolari "anche in deroga a norme di legge", al pagamento delle quote dei soci che hanno chiesto il recesso. In particolare, secondo quanto si legge nell'ordinanza, la legge "attribuisce (esercitando una sorta di sub-delega del potere di delegificazione) all'autonomia statutaria della società il potere di introdurre "deroghe a disposizioni del codice civile e ad altre norme di legge", dando così vita a un'inedita forma di delegificazione di fonte negoziale".

"L'ordinanza del Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il nostro ricorso", ha spiegato all'Adnkronos Fausto Capelli, uno degli avvocati che ha presentato l'istanza, "La soluzione migliore adesso è rinviare le due assemblee che ancora mancano per la trasformazione in spa, Popolare di Bari e Popolare di Sondrio. Dobbiamo aspettare la Corte costituzionale per avere certezze sul diritto di recesso e per dire ai soci come comportarsi", aggiunge.