Unicredit vara aumento di capitale da 13,5 miliardi. Previsti 6500 esuberi

Il consiglio di amministrazione di Unicredit ha deliberato un aumento di capitale da 13 miliardi di euro, nell’ambito del piano strategico al 2019. Previsti altri 6500 esuberi, per un totale di 14mila unità entro il 2019

Grandi manovre in corso per Unicredit. Nell'ambito del piano strategico ribattezzato "Trasform 2019" il cda del gruppo ha deliberato un aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Nel contesto dell’aumento di capitale Unicredit Cib, Morgan Stanley e Ubs agiscono come "structuring advisor" e, insieme a BofA Merrill Lynch, Jp Morgan e Mediobanca in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner. Della partita anche Citogroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Hsbc come co-global coordinator. A eccezione di Unicredit hanno tutti sottoscritto un accordo per rilevare le azioni inoptate, per un ammontare massimo pari al contovalore dell’aumento. In buona sostanza le banche sopra elencate si sono impegnate a sottoscrivere "le nuove azioni eventualmente non sottoscritte all'esito dell'asta dei diritti inoptati, fino a concorrenza di 13 miliardi di euro". L'operazione dovrà essere approvata dall'assemblea dei soci dl gruppo convocata per il 12 gennaio.

Previsto anche il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio, con un rapporto di una nuova azione ordinaria ogni 10 ordinarie esistenti e di una nuova azione di risparmio ogni 10 azioni di risparmio esistenti. Il piano varato dal cda prevede anche 6500 esuberi entro il 2019, per una riduzione totale netta di circa 14.000 unità entro il 2019, con un risparmio pari a 1,1 miliardi di euro. Un'ulteriore riduzione degli altri costi operativi di 600 milioni di euro (chiusura di 883 sportelli) - si legge in una nota - permetterà al gruppo di ottenere un risparmio sui costi ricorrenti annui totali netti pari a 1,7 miliardi di euro, ottenendo una base di costi di circa 10,6 miliardi di euro nel 2019, in discesa quindi rispetto ai 12,2 miliardi del 2015.

Unicredit cartolarizza 17,7 miliardi di prestiti lordi in sofferenza "per mezzo di un portafoglio cartolarizzato del quale la banca cederà a investitori una quota omogenea pari almeno al 20% in una prima fase nel 2017". È il progetto "Fino" (acronimo per "Failure is not an option", il fallimento non è un’opzione) previsto dal nuovo piano strategico al 2019 di Unicredit. Nel periodo di piano sarà poi attuata la "fase 2", che prevede «l’intera vendita di Fino".

Il piano strategico di Unicredit prevede per il 2019 un obiettivo di 4,7 miliardi di euro di utile netto, effetto di una crescita dei ricavi media annua dello 0,6%.

Commenti

marygio

Mar, 13/12/2016 - 11:36

ADC da paura. di positivo c'è che nessuna banca italiana andrà in default. del montepaschi frega zero a nessuno....le baggianate che si trascini le altre banche è appunto una baggianata e niente più